L'assassinio di Via Belpoggio

L'assassinio di Via Belpoggio
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Italo Svevo. L'assassinio di Via Belpoggio

I

II

III

Vino generoso

Lo specifico del dottor Menghi

Отрывок из книги

Giorgio nella triste società nella quale viveva, veniva chiamato il signore. Non doveva questo nomignolo alle sue maniere che pur si tradivano superiori a quelle degli altri ma più al disprezzo ch’egli dimostrava per le abitudini e i divertimenti dei suoi compagni. Costoro all’osteria erano felici mentre Giorgio vi entrava svogliato, vi stava per lo più silenzioso, e quanto più beveva tanto più triste diveniva. Il volgo ha un gran rispetto per la gente che non si diverte e Giorgio accorgendosi dell’impressione che produceva affettava maggior tristezza di quanto realmente sentisse.

In fondo la sua storia era molto semplice e solita, né egli aveva il passato splendido che voleva far credere. Gli studi di cui si vantava erano stati fatti in due classi liceali a percorrere le quali aveva messo cinque anni. Poi aveva abbandonato le scuole e in brevissimo tempo aveva dilapidato lo scarso peculio della madre. Fece vari tentativi per conservarsi il posto di borghese colto a cui la madre aveva tentato di portarlo, ma invano, perché non trovò altro impiego che di facchino. Non potendola mantenere aveva abbandonato la madre e viveva in quella stalla con altro facchino, certo Giovanni, lavorando, quando era molto attivo, due o tre giorni per settimana.

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– Non sa dire altro quest’oggi? – chiese ella, e volendo fare la smorfiosa si liberò della sua stretta e fuggì.

Sulla via egli camminò con passo che volle sicuro diffilato verso la sua abitazione. Si trovava molto debole, vigliacco in modo sorprendente. Il pensiero al suo misfatto gli aveva tolto ogni naturalezza. Il suo contegno non era più naturale neppure con quella servetta! Perché andava figurandosi che tutta la città si preoccupasse dell’assassinio? Aveva chiesto alla Teresa se nulla sapesse di nuovo e s’era atteso ch’ella subito in risposta alla sua vaga domanda gli raccontasse quanto ella aveva sentito parlare del misfatto. «Oh! Bisogna mutare di contegno», si disse, nella fiera risoluzione morsicandosi le labbra, «ne va della pelle». Si era contenuto tanto scioccamente con Teresa che l’aveva resa capace di divenire un testimonio a suo carico.

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