Читать книгу Il Killer di Halloween - Блейк Пирс - Страница 10

CAPITOLO SEI

Оглавление

Quelle parole, appena pronunciate, sembravano riecheggiare nell’auto e Riley si pentì immediatamente della schiettezza della propria domanda.

“Chi sei tu, piuttosto?”

Ann Marie la guardò con sorpresa. Sembrava che la recluta stesse provando a comprendere ciò che Riley stava chiedendo.

Riley balbettò: “Ciò che intendo dire è … sai molte cose sui cadaveri … e il coroner sembra conoscerti … e …”

Ann Marie esplose in un sorriso.

“Oh, quello” disse. “Sì, immagino di dover essere sembrata un po’, macabra. Beh, sono cresciuta tra i cadaveri.”

“Huh?” Riley disse.

“Mio padre gestisce un’agenzia di pompe funebri a Georgetown, la Esmer’s Funeral Home.”

Poi, rise ed aggiunse: “È un lavoro prospero, mi creda. I ricchi muoiono tanto quanto chiunque altro. Chi lo avrebbe mai pensato, vero? Ad ogni modo, papà ha ottenuto una reputazione davvero professionale nel suo settore, perciò molti uomini della scientifica lo conoscono. Ecco perché il coroner ha riconosciuto il mio nome.”

Riley provò a tenere gli occhi sulla strada, e sull’auto che stava seguendo. Ma non poté fare a meno di dare un’occhiata ad Ann Marie, provando ad immaginarla da bambina, da piccolissima forse, a girare intorno alle bare. A che tipo di cose questa ragazza acqua e sapone aveva assistito nella sua vita finora? Forse aveva persino osservato suo padre eseguire delle imbalsamazioni? Se così era, quanti anni aveva avuto la prima volta?

Come per rispondere alle domande silenziose di Riley, Ann Marie disse: “Immagino di conoscere il lavoro piuttosto accuratamente. Ecco perché papà non è ancora felice che io abbia deciso di entrare nelle forze dell’ordine. ‘Non si guadagna così’ continua a ripetermi. Ciò che intende davvero è che ha sempre voluto che prima o poi prendessi le redini dell’impresa di famiglia.”

Ann Marie fece spallucce e continuò: “E ho sempre pensato che quella vita sarebbe andata bene per me, finché non ho risolto quel caso di omicidio e sono stata reclutata nel Programma dell’FBI. Ora sono davvero attaccata a questa attività.”

Attività? Riley pensò.

In tutti questi anni non aveva mai pensato a ciò che faceva come “attività”.

Adesso la curiosità di Riley stava crescendo. Sembrava esserci ancora molto che non sapeva riguardo a questa ragazza.

Chiese: “Dimmi di quel caso che hai risolto.”

Ann Marie esplose in una risata modesta.

“Oh, non è importante” replicò. “L’annoierebbe, ne sono sicura.”

Ne dubito, Riley pensò.

Ma non era il momento di sentire la storia. Lo sceriffo stava fermando l’auto nel parcheggio della stazione di polizia, così Riley lo seguì, affiancando la sua auto. Le due agenti uscirono dal veicolo e si diressero alla stazione insieme allo sceriffo.

La stazione era un grande e bell’edificio coloniale ma, nell’istante in cui vi entrarono, Riley notò che il posto era totalmente ristrutturato e di aspetto moderno. Era certa che fosse ben equipaggiato dalle ultime tecnologie di cui disponevano le forze dell’ordine. Le persone all’interno sembravano concentrate sul proprio lavoro.

Tutto portava a far ritenere che lo Sceriffo Wightman gestisse una forza competente, non la sorta di personale primitivo con cui Riley e Bill avevano spesso a che fare.

Si ritrovò a chiedersi se agenti dell’FBI fossero necessari lì, dopotutto.

D’altro canto, non aveva ancora idea del perché lo sceriffo pensasse che stessero avendo a che fare con un serial killer e non semplicemente con un omicida di una volta.

Una volta raggiunte le scrivanie degli impiegati, Riley notò che tutti sembrarono sollevare lo sguardo e sorridere ad Ann Marie; la ragazza incontrò i loro sguardi, sorrise di rimando e fece un lieve cenno di saluto.

Immagino che lei piaccia, Riley pensò.

A tutti, tranne a me, apparentemente.

Ciò che infastidiva Riley era il fatto che la ragazza sembrava di sapere di essere piacevole e graziosa. Si stava chiaramente crogiolando di tutta l’attenzione che le persone che aveva intorno le stavano dimostrando. A Riley non pareva un atteggiamento particolarmente professionale per un’aspirante agente del BAU.

Riley ed Ann Marie seguirono lo Sceriffo Wightman in una grande sala conferenze, dove, su un tavolo, era posto un raccoglitore. Tutti sedettero, lo sceriffo aprì il raccoglitore e dette un’occhiata al contenuto.

“Immagino di dover cominciare dal principio” disse. “L’anno scorso, la notte di Halloween, una ragazza è scomparsa, la diciassettenne Allison Hillis.”

Wightman spinse una foto della sorridente adolescente sul tavolo, così che Riley ed Ann Marie potessero vederla. Pur senza commentare, Riley non poté evitare di paragonarla al cranio del corpo che era stato rimosso dalla tomba. Quella ragazzina dall’aspetto sano si era trasformata così?

Sapeva che poteva essere. A determinati tipi di mostri piaceva scegliere i giovani e belli.

Wightman continuò: “L’ultima volta che è stata vista stava andando a piedi ad una festa, indossando un costume da scheletro. La sua famiglia ha iniziato a cercarla quella notte, e ci ha chiamati il mattino seguente. Sono passati alcuni giorni senza alcuna notizia di lei, e naturalmente, la famiglia è andata in panico, e così tutti quelli che la conoscevano. Nessuno pensava che Allison fosse una ragazza che potesse semplicemente fuggire. Naturalmente, io e miei uomini abbiamo fatto tutto il possibile per cercarla, ma invano.”

Toccando un pezzo di carta, lo sceriffo aggiunse: “Una settimana dopo, questo messaggio è stato recapitato alla stazione.”

Dispose il messaggio di fronte a Riley ed Ann Marie. Si trattava di una nota fatta con lettere ritagliate e poi incollate su carta bianca. Dice:

STATE CERCANDO LA RAGAZZA TRAVESTITA DA MORTE?

BUONA FORTUNA

ADESSO  È IL TURNO DELL’UOMO CAPRA DI INTONARE IL CANTO DELLA CAPRA

“Potete immaginare che ha attirato davvero la nostra attenzione” Wightman disse.

Riley annuì e disse: “Travestita da morte’ questo di sicuro si riferisce al costume di Halloween di Allison.”

“Esatto” Wightman disse. “Francamente, ci ha anche spaventati a morte. Perché c’era dell’altro incluso nel messaggio.”

Aprì un altro foglio di carta, una fotocopia di una piantina con un rettangolino rosso disegnato sopra.

Wightman spiegò: “Questa è una piantina di Ironwood Park. E il punto segnato mostra il posto esatto in cui eravamo qualche minuto fa.”

Wightman rabbrividì leggermente al ricordo.

“Ho portato diversi miei uomini laggiù, e abbiamo trovato un mucchio di terra che sembrava proprio come una fossa appena scavata. Ci siamo aspettati il peggio, naturalmente. Eravamo certi che avremmo trovato il corpo di Allison in fondo a quella fossa. Ma abbiamo scavato via tutto il terreno che era stato buttato nel buco, e non c’era nulla all’interno.”

Wightman alzò leggermente le spalle.

Disse: “Naturalmente, abbiamo creduto si trattasse di uno scherzo, uno scherzo malato a spese della polizia, e anche a spese della famiglia della povera Allison. Con la ragazza ancora scomparsa, un bastardo doveva aver pensato che fosse un gesto carino mandarci laggiù a scavare in una fossa vuota.”

Wightman emise un sospiro esausto.

“Beh, quasi un anno intero è trascorso” disse. “Ogni singolo giorno da allora, abbiamo provato a scoprire dove fosse finita Allison. Abbiamo tentato in ogni modo possibile, non abbiamo ottenuto alcuna risposta. Poi, ieri sera abbiamo ricevuto un altro messaggio.”

Spinse un altro foglio di carta dall’altra parte del tavolo: un altro messaggio con altre lettere ritagliate e incollate:

STATE ANCORA CERCANDO LA RAGAZZA TRAVESTITA DA MORTE?

ASPETTATEVI MIGLIORE FORTUNA STAVOLTA

L’UOMO CAPRA HA ANCORA FAME

BANCHETTERÀ E CANTERÀ ANCORA

ALLA VIGILIA DI OGNISSANTI.

Lo sceriffo mostrò loro ancora un altro foglio di carta: una piantina proprio come quella precedente, con un triangolo rosso nello stesso punto.

“Questa era insieme al messaggio” lo sceriffo disse, tracciando la piantina con il suo dito indice. “Beh, naturalmente, abbiamo pensato che anche questo fosse uno scherzo crudele. Avevo quasi voglia di ignorarlo totalmente. Ma non ho potuto farlo, non se c’era anche la benché minima possibilità di trovare Allison.”

Lo sceriffo si protese verso Riley ed Ann Marie.

Disse: “Allora, io e un paio dei miei uomini siamo di nuovo usciti ieri notte tardi con torce e pale. Quando siamo arrivati sul posto, non sembrava appena scavato, come la volta precedente. Si sarebbe detto che nessuno lo avesse toccato da molto tempo, forse da quando abbiamo riempito di nuovo la fossa un anno fa. Ma ho chiesto ai miei uomini di scavare in ogni caso.”

“Ed è così che l’avete trovata” Riley intervenne.

Wightman annuì. “Qualcuno deve averla sepolta lì nel corso dell’anno, senza farsi notare da qualcuno. Avrei voluto aver pensato di tenere d’occhio il posto. Ma come avremmo potuto aspettarci una cosa simile?”

“Non avevate motivo di pensare che fosse qualcosa di diverso da uno scherzo” Riley concordò.

“Ma l’intera faccenda era strana, più di ogni mia fantasia” Wightman replicò. “So di non aver colto ogni possibilità e potrebbe succedere di nuovo. Perciò, stamattina ho detto ai miei uomini di sorvegliare la scena del crimine e chiamare il BAU, cercando aiuto. Non abbiamo neanche stabilito un arco temporale durante il quale è avvenuto l’omicidio di Allison, né il modo in cui successivamente è stata sepolta.”

Ann Marie parlò.

“Beh, il coroner concorda con me nel fatto che il corpo sia stato congelato per un periodo di tempo prima di essere seppellito.”

Wightman commentò: “Quindi, se il corpo è stato congelato, questo influenzerà ciò che può dirci dell’orario della morte della vittima.”

Ann Marie annuì ed aggiunse: “Forse può risalire ad un arco temporale migliore dopo aver condotto un’autopsia. Ma dubito che riuscirà mai a stabilire esattamente quando è stata uccisa. Forse, è morta poco dopo essere scomparsa. O forse, è accaduto dopo molto tempo. Forse è stata tenuta prigioniera per un po’ di tempo.”

Riley trovò strano sentire la ragazza esprimersi come un medico legale esperto.

Quali altre sorprese ha in serbo? si chiese.

Wightman sospirò e disse: “Tutto ciò che so è che sono preoccupato a morte per qualunque cosa stia per accadere. Il nuovo messaggio dice che l’Uomo Capra ‘mangerà e canterà di nuovo alla viglia di Ognissanti.’ Ovviamente, si riferisce ad Halloween. Che sarà dopodomani.”

La testa era affollata di domande. Disse allo sceriffo: “Ha idea di che cosa sia ‘l’Uomo Capra’?”

Le labbra dello sceriffo si contrassero in una smorfia.

“Come dato di fatto, sì” rispose. “L’Uomo Capra è una leggenda urbana del Maryland. Secondo la versione più comune, uno scienziato pazzo che faceva sperimenti sulle capre si trasformò accidentalmente in una creatura ibrida, per metà uomo, e metà capra. Si dice che vagasse per il paese, in cerca di sangue umano di cui nutrirsi.”

Lo sceriffo tamburellò con le dita sul tavolo ed aggiunse: “A dire il vero, la leggenda dell’Uomo Capra non è neanche originaria di questa parte del Maryland. Si dice che si aggiri vicino Beltsville lungo Fletchertown Road. Ma storie del genere girano ovunque. Ho sentito di ‘avvistamenti’ dell’Uomo Capra altrove nello stato.”

L’intera faccenda stava iniziando a diventare strana e priva di senso agli occhi di Riley. Ripensò al cadavere sulla scena del crimine.

Aggiunse: “Il corpo era segnato da impronte di zoccoli, come quelli di una capra.”

Ann Marie aggiunse: “E la ferita fatale sembrava essere stata causata dal corno di un animale. Ma le capre sono vegetariane, no? E sono in realtà carine.”

“È solo una leggenda” Wightman grugnì, “non credo che qualcuno di noi creda che Allison sia stata trafitta da una capra che poi l’ha schiacciata, men che meno che sia stata uccisa da una specie di mezzo-uomo e mezza-capra. Ma chiunque l’ha uccisa voleva che le cose sembrassero così.”

Riley annuì e disse: “E gli piacerebbe se la gente cominciasse a credere che l’Uomo Capra fosse vero, e ‘affamato’, come dice il messaggio. Questi messaggi sono di dominio pubblico?”

Wightman scosse il capo.

“I soli ad esserne a conoscenza siamo io e gli uomini che hanno eseguito lo scavo. Persino dopo aver ricevuto il primo, ho fatto giurare segretezza agli uomini. Allora, non volevo dare al bastardo che ha mandato il messaggio la pubblica attenzione che ovviamente voleva.”

“Quella è stata un’idea saggia” Riley disse. “Provate a mantenere le cose così come sono. Presumo che la voce dell’omicidio di Allison Hillis si sia già diffusa. Ma dobbiamo mantenere i dettagli segreti per tutto il tempo possibile. Questo tizio, ‘Uomo Capra’, potrebbe rendere il caso molto più difficile da risolvere, se prende piede con il pubblico. Le cose potrebbero tramutarsi in un vero circo.”

Riley rifletté silenziosamente per un istante, fissando entrambi i messaggi.

Era sicura di una sola cosa: che Wightman avesse avuto ragione a richiedere l’aiuto del BAU. Non era certa di avere a che fare con un serial killer. Ma senz’altro avrebbero affrontato un tipo unico di psicopatico.

Poi Riley chiese a Wightman: “La frase ‘Canto della Capra’ ha un significato per lei?”

Wightman alzò le spalle. “Parte della storia, direi. Non l’ho mai sentita, io stesso. Ma sa come vanno le cose con queste leggende urbane. Ci sono varianti, differenze. Forse l’Uomo Capra canta in modi diversi.”

Riley sapeva che l’uomo poteva avere ragione. Ciò nonostante, pensò che la frase avesse una sorta di significato che avrebbero fatto meglio a non trascurare.

Wightman disse: “Quello che mi spaventa al momento è il riferimento alla ‘vigilia di Ognissanti.’ Pensa che il killer possa provare a rapire qualcuno dopodomani notte?”

“Non lo so” Riley rispose. “E non voglio iniziare a diffondere panico, facendo emettere un avviso. Se resistiamo alla tentazione, svolgendo il nostro lavoro, potremmo catturare il killer prima di allora.”

“E che cosa facciamo?” Wightman chiese.

Riley restò in silenzio e rifletté per un altro istante. Poi chiese: “La famiglia di Allison Hillis vive a Winneway?”

Lo Sceriffo Wightman annuì.

Riley disse: “Vorrei far loro una visita e interrogarli.”

Wightman sospirò e chiese: “Agente Paige, non so se sia una buona idea al momento.”

“Perché no?” Riley chiese.

“Come può immaginare, è stato difficile per i genitori di Allison sin dal momento della sua scomparsa. Non hanno mai smesso di sperare che la figlia tornasse a casa sana e salva. Ho mandato un paio di miei uomini a casa loro stamattina, a dire loro del corpo che avevamo trovato.”

“Come l’hanno presa?” Riley chiese stavolta.

“Il padre di Allison, Brady, non c’era. Si trova a Londra per affari. Ma i miei uomini hanno parlato con la madre, Lauren. Mi hanno detto che la donna si trova in un profondo stato di negazione, dice che deve trattarsi di qualcun altro con indosso il costume che lei indossava quella notte.”

Wightman fece spallucce di nuovo. “Non c’è alcun dubbio nella mia mente che si tratti del corpo di Allison. Ma non posso ancora dimostrarlo. Potremmo portare Lauren all’obitorio per farle identificare il cadavere, sebbene non sono certo che ne sarebbe in grado, date le condizioni in cui quello riversa. Preferirei aspettare finché Tyler potrà confermare l’identità della ragazza con un test del DNA. Poi, forse, Lauren accetterà la verità. Intanto, preferirei non disturbarla.”

Riley strizzò gli occhi, pensierosa.

Disse: “Sceriffo Wightman, apprezzo la sua preoccupazione. Ma voglio sbrigarmi quanto più possibile, e, per quanto mi riguarda, il primo passaggio è parlare con la madre. Mi piacerebbe andare a casa sua immediatamente.”

Wightman annuì con riluttanza.

“Chiamerò Lauren per avvisarla che stiamo andando da lei” rispose.

Nell’istante in cui tirava fuori il cellulare, il telefono di Riley si mise a squillare. Vide che si trattava di una chiamata di Bill. Resistette all’impulso di rispondergli immediatamente, preferendo trovare un posto in cui potesse parlargli privatamente. Uscì dalla sala conferenze, fermandosi nel corridoio deserto.

La voce di Bill sembrava turbata, quando lei rispose.

“Riley, parlami. Sono impazzendo qui. Meredith mi sta tenendo al BAU, e dovrei fare delle ricerche, ma non so da dove iniziare. Dimmi come vanno le cose.”

Riley aggiornò rapidamente Bill. Gli fornì numerosi dettagli, raccontandogli quello che lo Sceriffo Wightman aveva detto su ciò che era accaduto dalla sparizione di Allison Hillis, rivelandogli anche dei due messaggi. Gli disse anche della condizione del corpo.

“Congelato, huh?” Bill disse. “A quanto pare, forse potrei controllare le vendite dei grossi congelatori, quelli che vengono utilizzati nei ristoranti e supermercati e simili. Forse qualcuno in quell’area ne ha comprato uno di recente. Posso controllare le vendite e gli acquisti locali.”

Riley acconsentì. Sembrava una pista improbabile, ma almeno Bill aveva un posto da cui cominciare.

“C’è altro?” fu la sua domanda.

Riley rifletté per un istante. C’era qualcosa contenuto all’interno di quei messaggi che la stava tormentando.

Lei disse: “Prova a scoprire se c’è un significato alle parole ‘canto della capra.’ Forse fa solo parte della leggenda urbana dell’Uomo Capra. Ma ho la sensazione che ci sia più di questo.”

“Ci penso io” Bill disse.

Poi, un silenzio cadde tra loro.

Questo è il momento in cui dovremmo concludere la telefonata, pensò. Ma a quanto pare, nessuno di loro due era pronto a farlo.

Finalmente, Bill disse ciò che entrambi stavano pensando.

“Questo è strano.”

Riley sorrise.

“Sì, lo è davvero” aggiunse lei.

Bill disse: “Non mi piace affatto restare bloccato qui mentre tu sei via su un altro caso.”

“Lo so, Bill” Riley commentò. “E a me non piace lavorare senza di te. Ma potremmo doverci abituare a diversi cambiamenti ora che …”

La sua voce scemò, mentre si domandava: ora che cosa?

Le cose sarebbero state sicuramente molto diverse se Meredith non avesse chiamato, interrompendo il suo appuntamento a pranzo con Bill. In quel momento, tutta la loro relazione sembrava basata su domande senza risposte.

“Abbiamo molto di cui parlare” Riley disse. “Ma non è questo il momento.”

“Capisco” Bill disse. “Forse stasera.”

“Andrebbe bene” Riley rispose.

Ci fu di nuovo silenzio.

Sta diventando ridicolo, Riley pensò.

Infine, chiuse: “Ci sentiamo presto.”

“D’accordo” Bill disse.

Misero fine alla telefonata. Riley stette a fissare il cellulare per un istante, desiderando che Bill fosse lì con lei adesso.

Quando tornò nella sala conferenze, trovò Ann Marie intenta a chiacchierare, mentre lo Sceriffo Wightman ascoltava. Riley capì subito che Ann Marie stava intrattenendo l’uomo con storie relative al lavoro delle pompe funebri. Lo Sceriffo Wightman sembrava totalmente affascinato.

Riley immaginava che fosse meno incuriosito dalle storie piuttosto che dalla graziosa ragazza che le stava raccontando.

“Dobbiamo andare” Riley si rivolse ai due.

La conversazione terminò, e Riley e i due colleghi si diressero fuori dall’edificio.

Riley continuò a guardare Ann Marie, mentre i tre raggiungevano i rispettivi veicoli.

Piace a tutti, pensò di nuovo.

E a lei piace essere apprezzata.

Riley non aveva mai pensato al fatto che essere piacevoli potesse essere una caratteristica utile nelle forze dell’ordine.

Non pensava che quella collaborazione sarebbe andata molto bene.

Il Killer di Halloween

Подняться наверх