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Parte II: psicologia dei criceti
ОглавлениеCapitolo 4. Come nascono i criceti
«Se vieni per soldi facili «sei soldi facili».
«Criceto» è un investitore inesperto, che non possiede le conoscenze necessarie per operare in modo efficace nel mercato degli asset digitali. Il nome è apparso per analogia con il comportamento dei piccoli roditori: tali investitori possono fare molte operazioni, ma senza ottenere risultati finanziari significativi.
Il criceto non appare all’improvviso. Non cade dal cielo e non nasce in un laboratorio di Elon Musk. Il criceto si forma. Gradualmente. Sotto la pressione dei consigli di YouTube, dei «predittori» di TikTok e dell’«analisi» su Telegram. Tutto inizia con una frase: «Voglio un reddito passivo», «Voglio libertà finanziaria». Il criceto è una persona comune, stanca di lavorare per 1000 $ al mese e desiderosa di «guadagnare con le crypto». Apre YouTube e si imbatte in un video intitolato: «Come ho fatto x100 in 2 giorni con un token di cui nessuno aveva mai sentito parlare!».
Segue un percorso standard: scarica Binance / Bybit, si registra tramite il referral del blogger, deposita soldi con la carta e – oh, grande errore – compra qualcosa subito. Il criceto pensa che, se il blogger con la faccia da guru e la maglietta Supreme dice: «Questo non è un consiglio finanziario, ma io sto comprando questo altcoin», o il tipo nel podcast in tuta Adidas racconta di come con i futures sia passato da 400 $ a 1 000 000 $, allora devono sapere cosa fanno. Ma il criceto non capisce che a chi vende picconi e pale conviene convincerlo ad andare a cercare l’oro. «Se avessi comprato la moneta XYZ sei mesi fa per 1000 $, oggi avresti 100 000 $». Se lo sapessi prima, avresti messo la rete! Tutti quei video su TikTok servono unicamente a instillare nella tua testa il FOMO (fear of missing out, paura di restare fuori) e spingerti nel mercato. Il criceto non sa di essere carburante per la crescita, di essere liquidità, quella stessa liquidità di cui chi è già nel mercato ha un enorme bisogno. Gli influencer giustificano le loro azioni come una «missione» per la diffusione delle crypto. Ma bisogna entrare nel mondo cripto in modo consapevole, con la testa fredda e ordine in tutte le sfere della vita. Le loro tecniche aggressive e il gioco sulla paura di perdere un’occasione creano una falsa immagine del mondo cripto.
Il passo successivo le chat su Telegram. Il criceto cerca «segnali», «analisi» e «insider». Trova migliaia di canali. Ingoia tonnellate di informazioni senza filtrare le fonti. Non sa che sul mercato non vince chi urla di più, ma chi conosce le regole. Ed ecco il primo segnale: «Buy a 0,1$ la moneta XYZ – stop hunting – poi si va sulla luna», «Short con leva 50x, questo è un punto di inversione sicuro». Il criceto non capisce una parola, ma fa ciò che gli viene detto. Tre minuti – liquidazione. Non fa neanche in tempo a capire cosa sia successo.
Il criceto si convince che tutto sia sotto controllo:
«È solo un brutto mercato».
«Sono manipolazioni, sto facendo tutto bene».
«La prossima volta entrerò più in basso».
Inizia persino a studiare le candele. Guarda il grafico come se sapesse leggerlo. Dopo qualche giorno inizia a dire con sicurezza: «Ecco qui – engulfing, da qui si sale» (poi invece si scende). A volte il criceto ha fortuna. Entra in una moneta che improvvisamente spara un +60%. Questo è il momento in cui diventa un vero criceto: non fissa i profitti. La moneta si gira e scende. «È solo una correzione». Scende ancora. «Ora recupera». Scende una terza volta. «È hold, sono dentro per il lungo periodo».
Così nasce l’investitore passivo – suo malgrado. Ed eccolo – il criceto: compra sui massimi, vende sui minimi, crede fermamente che «il meglio deve ancora venire», e trasferisce quel che resta in un’altra «moneta promettente» trovata in un «canale chiuso» da 15$ al mese. Telegram è un formicaio di criceti. Tutti condividono gli stessi pump, segnali, spike. Qualcuno scrive: «Entro all-in», «Le balene stanno comprando». E il criceto entra di nuovo. Al posto dell’analisi – emozioni. Al posto del piano – speranza. Non investe – indovina. E il mercato fa pagare care le indovinelle. Il criceto passa rapidamente al «livello successivo» – il trading con leva. Ha sentito dire: «Con leva 50x raddoppi il capitale in un giorno». Prova. Prima operazione: +50%. Seconda: —70%. Terza: liquidazione. Scioccato, rimane davanti allo schermo. Il saldo – zero. Va nella chat e scrive: «È una truffa. Me ne vado. Le crypto sono una fregatura». Ma passa un mese. Nuovo deposito. Nuova chance. Torna. Il criceto non muore. Si lecca solo le ferite. Il criceto acquisisce i suoi youtuber preferiti e le sue mantra:
– «È un doppio minimo».
– «Tengo fino all’halving».
– «È tutta manipolazione, bisogna solo aspettare».
– «Evviva! Correzione, sono arrivati gli sconti, bisogna fare DCA».
Ma la sostanza non cambia. Non sa ancora perché compra, quando vendere e quali rischi sta correndo. Continua a reagire invece di agire. È sempre un criceto. Solo adesso è «un po’ più esperto». E quindi ancora più pericoloso per se stesso. Non si nasce criceti – lo si diventa. Dal desiderio di guadagnare velocemente. Dalla mancanza di conoscenza. Dal credere in chi non sa nemmeno quello che sta facendo.
Se non capisci cosa stai comprando – non sei un investitore, sei un giocatore di lotteria.
Se ti affidi all’opinione altrui – non sei un trader, sei un cliente.
Se pensi che il mercato ti debba qualcosa – hai già perso.
Il criceto nasce dall’avidità e dall’ignoranza. Vuole tutto subito e senza fatica, ma cade in un mercato dove vincono quelli che sono pazienti, preparati e freddi come un iceberg.
Ricorda:
Se sei venuto per soldi facili – allora tu stesso sei i soldi facili.
Capitolo 5. Pump & Dump: danza con il market maker
«Sono saltato nella Pump-Dump è arrivato.»
Sei seduto in chat. Non succede nulla. Le monete stanno ferme. E all’improvviso – un’impennata. Qualcuno scrive: «XYZ – razzo! Già +60% in un’ora!», «Se non entri adesso – vola via!». Apri il grafico – c’è una candela verticale. Non sai cosa sia quel token. Non sai chi l’abbia pompato. Ma hai paura di restare senza profitto. E premi: «Compra». Non sei solo. Siete migliaia di criceti uguali. Entrate tutti in cima alla candela – mentre le balene vi vendono.
Il pump è un gonfiamento artificiale del prezzo tramite FOMO di massa. È una situazione in cui un grande investitore o un gruppo di trader aumenta artificialmente le quotazioni del token per venderlo poi a un prezzo vantaggioso ai nuovi arrivati che entrano in ritardo. L’obiettivo principale del pump è guadagnare rapidamente sull’aumento del prezzo della criptovaluta e venderla più in alto. Una volta raggiunto il livello di profitto desiderato, gli organizzatori iniziano a vendere i loro asset, causando un crollo brusco – il dump.
Il pump è uno spettacolo. Sul palco – candele «divine», rumore, notizie, insider, emozioni. Dietro le quinte – piano, calcolo e controllo della liquidità. Il criceto che entra nel mezzo o alla fine non è partecipante del pump. È carburante. Senza di lui lo spettacolo non esiste. Non compri un token. Compras l’uscita di qualcun altro.
Perché i criceti ci cascano sempre:
Azzardo. Il pump dà la sensazione che tu possa «saltare sull’ascensore».
Ricompensa veloce. Non vuoi aspettare anni – vuoi +100% ora.
Paura di perdere un’occasione. E se fosse quel pump?
Ignoranza. Le persone non capiscono che partecipano a uno spettacolo preparato.
Il criceto non pensa a chi vende. Pensa: «Ora salirà ancora – e uscirò a x2». Ma il mercato non aspetta. Non ti lascia «uscire bene». La prezzo crolla subito – istantaneamente, senza scampo.
Com’è un tipico grafico di un pump:
Flat. Un token morto. Dimenticato da tutti.
Crescita improvvisa – +40% in 5 minuti. Parte l’hype.
Spike verso l’alto. Le persone entrano. I volumi crescono.
Dump fulmineo – -70% in 15 minuti. Il volume scompare.
Silenzio. Nelle chat – parolacce e silenzio tombale.
Come riconoscere un pump prima che ti «spennino»:
Se la moneta stava da tempo in laterale e all’improvviso vola – è sospetto.
Se nessuno sa cosa sia il token ma tutti urlano «razzo!» – scappa.