Читать книгу Un Amore come Quello - Sophie Love, Софи Лав - Страница 9
CAPITOLO QUATTRO
Оглавление“Domani?” esclamò Bryn, appollaiandosi su un bracciolo del divano.
Keira annuì e continuò ad aggirarsi freneticamente nel piccolo appartamento, raccogliendo le proprie cose e gettandole in valigia. Vibrava per l’eccitazione.
“Riesci a crederci? Avrai di nuovo la casa tutta per te per tre intere settimane!”
“Ma ti perderai Halloween,” si lamentò Bryn. “Malcolm e Glen volevano portarci a una festa.”
Keira roteò gli occhi. “Ma che peccato,” commentò sarcastica.
In quel momento suonò il campanello. Bryn andò a rispondere, usando l’interfono per vedere chi fosse. Lanciò un’occhiata alle sue spalle verso Keira, con un’espressione perplessa sul volto. “Perché Shelby e Maxine sono davanti alla mia porta?”
Maxine e Shelby erano le più vecchie amiche di Keira, essendosi incontrate tutte e tre al college. Bryn le detestava, anche se lei non ne capiva il motivo e supponeva fosse per gelosia.
“Me n’ero completamente dimenticata,” sussultò. “Le avevo invitate a bere qualcosa moltissimo tempo fa. Dovevamo rivederci prima che arrivasse Shane e si portasse via tutto il mio tempo libero. Per te va bene?”
“Chiaramente non ho scelta,” rispose Bryn, con aria irritata. “Però mi dispiace, avremmo potuto passare una bella serata tra di noi dato che poi starai via così tanto tempo…”
“Scusa,” disse Keira, scrollando le spalle. “Non sapevo che sarebbe stata la mia ultima notte a New York quando ci siamo messe d’accordo. Ho pensato che saresti stata fuori con qualche tizio come la maggior parte delle sere.”
Bussarono alla porta e Bryn si alzò con uno sbuffo a rispondere. Non appena la porta si aprì, Keira sentì le esclamazioni di gioia di Maxine e Shelby. Accorse da loro e si ritrovò di fronte le sue due amiche, la minuta Shelby dai lunghi capelli biondo platino, e l’atletica Maxine con i suoi corti ricci neri e la pelle scura.
“Keira!” esplosero, gettandole le braccia attorno al collo.
“È passato troppo tempo,” le disse Maxine all’orecchio.
“Pensavo che non saresti mai tornata a new York,” aggiunse Shelby dall’altro lato.
Keira indietreggiò. “Lo so, mi dispiace. È successo tutto così in fretta, il viaggio in Irlanda, la rottura con Zach, il trasferimento dal suo appartamento. Non ho ancora avuto il tempo per riorganizzare le idee.”
Bryn, ancora in piedi a tenere la porta aperta, aggiunse con tono patetico: “Era un momento solo per la famiglia, capite?”
“Certo,” disse Maxine con un sorriso falso in volto.
Keira invitò le amiche ad accomodarsi nell’appartamento. “Dai, beviamo qualcosa. E facciamo due chiacchiere.”
“E preparate la valigia,” aggiunse Bryn con tono da genitore.
Entrarono tutte insieme, parlando eccitate. Con una certa riluttanza, Bryn aprì per loro una bottiglia di vino, poi si sedette all’isola della cucina con un sospiro, distribuendo bicchieri alle amiche di Keira con un’espressione cupa.
“Quindi, sei di partenza per l’Italia?” chiese Shelby, sorridendo emozionata. “Per quanto tempo questa volta?”
“Tre settimane,” rispose Keira, piegando i vestiti e infilandoli in valigia. “È praticamente diventata la mia nicchia alla rivista, in questo momento. Vado all’estero e scrivo un articolo sull’amore. Mi chiamano la Guru del Romanticismo.”
Shelby e Maxine si scambiarono uno sguardo, uno che Keira riuscì subito a interpretare.
“Lo so che in realtà sono uno disastro con le relazioni. Due rotture in altrettanti mesi, giusto? Ma posso sempre fingere.”
“Vuoi dire mentire?” chiese Maxine con una risata.
“Se devo,” rispose lei, ripensando a quanto aveva faticato per scrivere l’ultimo articolo. Allora si era comportata da cinica, cercando di negare il fatto che si stava innamorando dell’Irlanda, e più nello specifico, di Shane. Invece adesso avrebbe dovuto assumere la prospettiva contraria, dell’inguaribile romantica, una convertita che si sarebbe immersa prontamente e totalmente nell’amore e nella passione. Si sentiva esattamente il contrario.
“Dovrai semplicemente innamorarti di un sexy uomo italiano,” aggiunse Shelby.
Keira sogghignò. “Non sarebbe bello?” rifletté, anche se in quel momento era certa che una suora in un monastero avrebbe avuto più possibilità di lei di avere un’appassionata storia d’amore.
“Ti perderai Halloween,” aggiunse Maxine, sconsolata.
“Lo so, è un peccato,” rispose lei. “È la mia preferita, ma anche in Italia ci sono degli eventi. A quanto pare è una festività nazionale di quattro giorni, o qualcosa del genere. Il giorno dei morti, la commemorazione dei defunti, Ognissanti, è un grosso affare. Una festa enorme.”
Shelby incrociò le braccia fingendosi offesa. “Praticamente stai dicendo che il tuo Halloween sarà molto meglio del nostro.”
“No!” rise Keira, protestando. “Beh, forse.”
Tutte scoppiarono a ridere. Eccetto. Bryn, ovviamente. Stava fissando il fondo del suo bicchiere di vino, corrucciata.
“Comunque possiamo fare una bella festa del Ringraziamento insieme. Per allora sarò tornata qui.”
Bryn sollevò di scatto la testa. “Quest’anno per il Ringraziamento siamo dalla mamma, ricordi? Solo noi tre.”
“Quello è il pranzo,” replicò Keira, cominciando a spazientirsi con il comportamento difficile della sorella. “Posso passare il resto della giornata con le mie amiche, o no?”
“Certo che puoi,” sbuffò Bryn. Ritornò a fissare il fondo del bicchiere.
Maxine sollevò le sopracciglia. Lei e Shelby erano abituate all’ostilità di Bryn, ma Keira non riusciva a capire il motivo della possessività della sorella. Poteva avere altre persone nella sua vita! Bryn stessa era estremamente indipendente e aveva sempre avuto moltissimi amici e fidanzati, ed era sempre in movimento verso una festa o l’altra. E invece, non appena Keira voleva passare del tempo con chiunque non fosse lei, la sorella diventava di malumore. A volte Keira si sentiva la più matura tra le due. Bryn sapeva davvero comportarsi da bambina viziata.
“Il Ringraziamento mi sembra così lontano,” commentò Shelby.
“Lo so,” rispose Keira. “Ho l’impressione di non essere stata per niente qui a New York. È come se fosse stata una vacanza! Pensavo che avrei avuto più tempo per recuperare. Non ho nemmeno trovato un appartamento nuovo.”
“A proposito di appartamenti…” intervenne Bryn.
Stava fissando il cellulare di Keira, appoggiato sul bancone. Lo schermo si era illuminato per l’arrivo di un messaggio. E il nome di Zach era chiaramente visibile.
“Sarà meglio che mi abbia scritto per dirmi che mi restituisce la cauzione,” disse Keira.
Proprio in quel momento Maxine e Shelby si scambiarono un’occhiata colpevole e la giornalista ebbe la netta impressione che le stessero nascondendo qualcosa.
“Che c’è?” volle sapere.
Ne aveva avuto abbastanza delle sorprese.
Alla fine fu Shelby a confessare. “Credo che sia per via di Julia. Si sono lasciati.”
Keira alzò un sopracciglio, sorpresa. “Davvero?” La storia che aveva messo fine alla loro relazione era durata solo qualche settimana?
Prese il cellulare e lesse il messaggio di Zach. Confermava le notizie di Shelby.
Ehi, Keira. È tanto che non ci sentiamo. Prima che ti arrivasse la voce volevo farti sapere che ho rotto con Julia. Tra di noi le cose non funzionavano. Mi chiedevo se fossi disposta a vederci per un drink? Questa sera? Domani? Fammi sapere. Un bacio.
“Ugh, che stronzo arrogante,” borbottò lei.
“Che cosa dice?” chiese Maxine.
“Niente sul fatto che sta tenendo in ostaggio la mia cauzione,” disse Keira con tono disgustato. “Vuole andare a bere qualcosa con me.”
Bryn rimase a bocca spalancata per la sorpresa. “Tu non ci andrai, vero?” esplose.
Keira la fissò, sbalordita. “Certo che no,” esclamò. “A meno che non sia l’unico modo per riavere i miei soldi.”
Bryn emise un verso di disapprovazione. “Se ti vuole costringere con il denaro a uscire con lui, giuro su Dio che gliene dico quattro…”
Shelby si accigliò. “Non la vuole costringere. Non farla così lunga.”
Bryn sembrò offendersi. “Scusa ma tu di chi sei amica, sua o di Keira?”
“Di entrambi,” rispose Shelby, incrociando le braccia.
La sorella rimase impassibile. “Anche se lui l’ha tradita?”
“Ragazze!” le interruppe Keira. Non aveva voglia di sentirle litigare. Aveva ancora gli occhi incollati sullo schermo del cellulare.
All’improvviso, Bryn glielo strappò di mano.
“Smettila di pensarci!” ordinò a Keira.
“Non lo stavo facendo!” strillò lei, cercando di difendersi.
Ma Bryn aveva ragione, c’era una piccola parte di lei che ci stava pensando. Zach, nonostante tutti i suoi difetti, teneva a lei. Avevano passato insieme due anni, avevano condiviso un appartamento. Per moltissimo tempo era stato fedele, affidabile. E di certo era familiare. Le cose tra di loro erano finite male solo perché aveva dato la priorità al lavoro invece che a lui, e così aveva alzato un muro che lo aveva spinto tra le braccia aperte di Julia.
L’espressione sul volto di Bryn era tempestosa. Dondolò il telefono di Keira sopra il suo bicchiere di vino.
“Non costringermi a rovinartelo,” disse.
Con la coda dell’occhio, Keira vide Maxine e Shelby che scuotevano la testa, incredule davanti al comportamento aggressivo di Bryn.
Sospirò rumorosamente. “Okay, okay. Non mi vedrò con lui. È questo che vuoi sentirmi dire?”
Bryn annuì, soddisfatta, e restituì il telefono alla sorella.
“Ora cancella il messaggio e eliminalo dai tuoi contatti.”
Keira rimase senza fiato.
“Questo è ridicolo,” borbottò Shelby sottovoce.
Keira guardò il cellulare e il numero di Zachary. Erano anni che lo aveva. Non poteva semplicemente cancellarlo come se non fosse mai esistito.
Ma doveva accettare che Bryn aveva ragione anche su quello, nonostante le sue tattiche eccessive. Perché rimettersi in contatto con Zach avrebbe significato fare un passo indietro. La vita di Keira era cambiata così tanto in quel breve lasso di tempo, e riprendere il suo ex sarebbe stata una regressione. Doveva voltare pagina e continuare ad avanzare. Non allontanandosi solo da Zach, ma anche da Shane. Era il suo momento di brillare, di camminare con le sue gambe e diventare indipendente.
Determinata, cancellò il contatto, guardando il nome scomparire dal suo cellulare. Si sentì forte, potente. Se solo avesse trovato il coraggio di fare lo stesso con quello di Shane, allora sarebbe stata davvero a cavallo. Ma no, non ancora, il dolore della loro rottura era ancora troppo presente.
Keira alzò lo sguardo sulla sorella.
“Soddisfatta adesso?”
Bryn sorrise. “Certo. Sono sempre soddisfatta quando vinco.” Poi aggiunse, sorniona: “E sono pronta a usare ogni tattica per farlo.”
Shelby gemette. Maxine lasciò cadere la testa tra le mani, scuotendola in maniera teatrale. Keira scoppiò a ridere, felice e sollevata di aver compiuto il primo piccolo passo verso una nuova vita.