La vita Italiana nel Risorgimento (1831-1846), parte II
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Various. La vita Italiana nel Risorgimento (1831-1846), parte II
ANTONIO ROSMINI
ALESSANDRO MANZONI
I
II
III
IV
V
VI
VII
GIUSEPPE MAZZINI
LA POESIA PATRIOTTICA
I
II
III
IV
V
VI
VII
Отрывок из книги
Signore e Signori!
Qualcuno di voi forse ricorda che l'anno passato, nella conferenza che ebbi l'onore di tenere in questo stesso luogo, rilevai, a proposito di Alessandro Manzoni, la opinione mia intorno al romanticismo, considerato nel periodo in cui aveva raggiunto il suo momento più operoso, tanto fra noi quanto in Europa.
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A questa massima il Manzoni ha informato tutta la sua opera. Appena che egli esce di puerizia, e abbandona gl'imparaticci classici e le servili imitazioni del Monti o del Parini, fin dai versi in morte di Carlo Imbonati, scritti come sapete nel 1805, egli dà all'arte una base intima, psicologica: «Sentire e meditare.» Poi vengono gl'Inni, poi le Tragedie, dove si comprende subito che l'unità di luogo e di tempo non è rimossa a semplice pompa di emancipazione: non sono dei vincoli di meno che il poeta domanda, sono limiti più alti, per improntare tipi schiettamente umani e raccogliere nel dramma il quadro di un'epoca.
Da ultimo viene il romanzo, il quale fu cominciato a meditare dal Manzoni nel 1821, data per tanti rispetti memorabile nella vita del nostro poeta, perchè proprio in quell'anno sprigiona l'inno patriottico del Ventuno, perchè in quell'anno egli inalza all'urna di Napoleone un canto che non morrà. Nel 1821, il Manzoni comincia a ruminare la prima idea, a porre le prime linee del suo grande lavoro, che sarà terminato all'incirca nel 1826. Ed è nel romanzo, o Signori, che noi troviamo la conferma e la illustrazione piena di quel profondo concetto che egli aveva dell'arte e della letteratura; è nel romanzo che mostrò tutta intera la originalità dell'artista, perchè se nella lirica egli si schiude vie nuove come idee e come sentimento, quanto alla forma letteraria (i critici arguti e acuti non hanno mancato di rilevarlo) noi troviamo sempre qualche cosa di composito, di ondeggiante, di ambiguo tra il vecchio e il nuovo. Nel romanzo invece, pare di entrare in un'altra atmosfera; è la modernità e nel tempo stesso la personalità dell'ingegno e del criterio artistico del Manzoni, che si rivelano in tutta la loro potenza e in tutto il loro splendore. Se, come nota giustamente Gaetano Trezza, nelle altre opere il Manzoni procede alla testa del movimento letterario contemporaneo, col romanzo egli precorre di lungo tratto i suoi tempi. Non è più un'evoluzione, o Signori, è un salto fenomenico, che a considerarlo ora a tanta distanza di tempo, ed a compararlo colle vicende successive della letteratura, e specialmente della letteratura narrativa, pare senz'altro un miracolo.
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