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Il coraggio delle donne in Guerra
Parte 1.
Il coraggio indomabile delle Streghe della Notte

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Dal buio della notte della Seconda guerra mondiale emerse un gruppo di giovani donne coraggiose, che divennero la leggenda del fronte orientale: le “Streghe della Notte”. Studentesse, operaie, contadine divennero aviatrici intrepide, sfidarono le convenzioni e la paura per combattere il nemico nazista, formando un Reparto tutto al femminile, un’impresa unica nella storia dell’aviazione militare.

Con il progredire della guerra, il confronto in armi tra l’Unione Sovietica e il potente esercito tedesco sembrava risolversi a favore di quest’ultimo che aveva raggiunto il Volga, sembrava essere pronto a conquistare anche Mosca e aveva lasciato dietro di sé oltre due milioni di morti. Per l’Unione Sovietica, ogni giorno di più, sembrava approssimarsi il punto di non ritorno e il suo tracollo finale. Per contrastare tutto questo e scongiurare l’immane pericolo che la sovrastava, la Patria aveva bisogno del coraggio, dell’indomita volontà e della determinazione di tutti, anche quella delle giovani donne che avevano risposto all’appello del maggiore Marina Raskova, la famosissima pilota sovietica che nel 1942 aveva ottenuto da Stalin l’incarico di formare un reggimento di bombardamento notturno, formato da sole donne. Raskova non solo scelse piloti con abilità eccezionali, ma decise anche di reclutare esclusivamente donne giovani e audaci per servire nel nuovo e rivoluzionario reparto. Selezionare le donne per questo compito era visto come un atto rivoluzionario e provocatorio in un’epoca nella quale le donne rivestivano ruoli limitati nell’ambito delle forze armate.

Le valorose aviatrici che facevano parte del 588° Reggimento da bombardamento notturno, soprannominate dai nazisti “Nachthexen”, utilizzavano i biplani Polikarpov Po-2. Questi velivoli in legno e tela non erano né veloci né particolarmente potenti, ma avevano il vantaggio di essere furtivi e difficili da individuare nell’oscurità. Le Nachthexen effettuavano rischiose missioni notturne di bombardamento e ricognizione sui territori occupati dai nazisti.

Senza l’uso di tecnologie sofisticate o di navigazione strumentale, esse si affidavano esclusivamente a bussole e mappe per pilotare i loro velivoli, il che richiedeva abilità e coraggio eccezionali. In queste condizioni pericolose, le aviatrici sovietiche dovevano volare a bassa quota, lentamente, prendendo di mira le posizioni nemiche per seminare il caos e la paura tra le forze tedesche, comparendo all’improvviso, precedute dal solo ronzio dei loro aeroplani in planata.

Il coraggio e la tenacia di queste giovanissime pilota non passarono inosservati al nemico. I nazisti arrivarono a temere e odiare queste donne impavide che, senza paura, sfidavano la supremazia maschile in guerra. I piloti tedeschi così presero a chiamarle “Nachthexen” (Streghe della Notte) anche per silenzioso fruscio dei loro velivoli e della loro inspiegabile capacità di apparire e scomparire nell’oscurità. Del resto, chi mai avrebbe potuto insidiare la virile potenza delle armate tedesche, se non delle Streghe? Nonostante gli attacchi tedeschi e i tentativi di abbattere i loro aerei, le Nachthexen dimostrarono un’abilità e una determinazione senza pari. Parteciparono a più di 23.000 missioni di combattimento e sganciarono migliaia di tonnellate di bombe sulle forze nemiche, infliggendo danni significativi alle linee del fronte nazista.

Il coraggio e lo spirito indomito delle Nachthexen sono rimasti impressi nella storia della Seconda guerra mondiale. Il loro coraggioso servizio e la loro dedizione alla causa della libertà e della resistenza contro la tirannia nazista hanno lasciato un’eredità duratura nell’aviazione militare e nella lotta per l’uguaglianza di genere. Sebbene la guerra sia finita da tempo, il ricordo delle Streghe della Notte rimane un simbolo del coraggio delle donne e della loro capacità di abbattere le barriere e sfidare le aspettative sociali. Il loro esempio continua a ispirare le future generazioni in tutto il mondo, dimostrando che con la determinazione e l’abilità esse possono superare qualsiasi ostacolo e scrivere la storia, anche nei settori più difficili come l’aviazione militare.

Oggi, delle eroiche aviatrici non resta in vita più nessuna. Ma la loro memoria va onorata e diffusa, poiché molto pochi in Europa e nel resto del mondo conoscono le loro gesta e con il mio racconto intendo proprio fare questo. Il mio intento è che, oltre a narrare una gloriosa pagina di storia, che permetta a tutti noi di riflettere su due aspetti della nostra realtà storica: i diritti delle donne e la pace tra i popoli.

Il coraggio delle donne in guerra

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