Читать книгу Beatrice Cenci: Storia del secolo XVI - Francesco Domenico Guerrazzi - Страница 32
ОглавлениеE siccome alcuni, come inorriditi, si nascondevano la faccia, il Conte colla stessa orribile ironia riprese:
—Capisco… anche tacendo vi fate intendere. A voi la morte non basta… volete godere il frutto del vostro delitto. Sta bene, e a me pure importa l'onore della famiglia; nè per cosa al mondo sosterrei, che la mia stirpe rimanesse infamata con la pena… il delitto è nulla. Uditemi dunque… noi siamo fra parenti… non vedo alcuno, che ci possa tradire:—porgetemi una bevanda medicata… che faccia dormire… il regno della natura va copioso di piante che hanno siffatta virtù! O natura, alma parens, tu fino dai primi giorni della creazione producendo tante erbe venefiche presentisti i bisogni futuri, e i desiderii dei figli… come questi, che uscirono dal mio fianco amorosi, e dabbene… Provvidissima madre! Vedete… precipitarmi giù dai balconi, a meno che non fossero altissimi, io non vi consiglierei; avvegnadio il caduto di rado rimanga morto sul colpo, e la forza del dolore potrebbe allora strapparmi dalla bocca un segreto, che il cuore invano si affaticherebbe a nascondere.—Potreste ancora… sì, per san Felice patrono della nostra famiglia… questo parmi un partito veramente imperiale e reale;—potreste imitare il re Manfredi, il quale se non può celebrarsi affatto come un santo, nemmeno si può dire demonio, poichè Dante lo pone nel Purgatorio; e il fatto seguente ve lo chiarirà. Tardava a Manfredi eredare il regno della Sicilia, e allo imperatore Federigo suo padre non tardava punto morire: come si fa? La vita degli autori sta in contradizione con quella degli eredi. Vi ha chi fa professione di aiutare il parto: qual danno trovereste dunque ad aiutare la morte? Tutto sommato, chi sa se ringraziereste più la balia del primo, o la balia della seconda; e se la viltà non tenesse la bocca del sacco alla vita, la ragione non lascerebbe vincersi dalla disperazione per gittarla al diavolo:—ma via, mettiamo questo da parte… compatisco la vostra impazienza… e voi perdonatemi la mia prolissità; non fosse altro in grazia della lezione per liberarvene perpetuamente. Manfredi leggeva accanto al letto del padre; gli occhi del vecchio erano diventati gravi… si addormentò profondamente così, che un lieve alito ne svelava la vita… un alito capace appena di appannare un cristallo, di muovere una piuma… lembo estremo di ruscello, che si perde fra la sabbia… Il padre aveva torto a conservarlo; al figlio non correva obbligo di rispettarlo… insomma, un fiato come il mio… Manfredi prese un piumino di sotto al capo del padre, e glielo pose sopra… cosa, come vedete, di nessun momento… un moto a quo, come insegnano i grammatici; e poi saltò sul letto, e con ambedue le ginocchia gli compresse il seno, con ambedue le mani il piumaccio contro le narici e la bocca… e così stette finchè non ebbe perduto un padre che non gli premeva nulla, ed acquistato una corona che gl'importava moltissimo…
—Orribile! orribile! esclamò Beatrice.
—Orribile! ripeterono gli altri atterriti.
—E che vi spaventate voi? Voi temete scottarvi le dita co' tizzi dello inferno, e presumete sostenere le parti di demonii nel mondo? E non sapete, che per essere demonii bisogna nuotare scherzando sopra un mare di fuoco, e ridere fra i tormenti? Allora l'uomo si conosce valoroso di forbirsi le mani dal sangue come le labbra dal vino, e dire, anche al cospetto di Dio: «Non ho peccato». Farfalle!… presumete commettere il delitto a colpi di ale? Lasciate a me la rigida parte di Satana, perocchè io mi senta scellerato nella pienezza delle mie facoltà. Guardate questi sette sepolcri… io gli ho preparati per voi, per Olimpia, per Cristofano e per Felice… non vi trovate il mio perchè io voglio morire dopo di voi.—O Dio cui non conosco, e che non so se tu sia; dove ti piaccia avere uno adoratore di più, che ti confessi, quale ti vide Moisè, prepotente e geloso persecutore della quarta, e della quinta generazione di quelli che ti odiano—concedimi la grazia di potere assistere all'agonìa di tutti i miei figliuoli; chiudere loro gli occhi, e comporli in pace dentro questi sepolcri; e poi giuro da gentiluomo onorato di bruciare il palazzo, e farne un fuoco di gioia: e se questo tu non mi puoi concedere, ecco io consento morire prima di costoro, a patto che mi sia dato di sporgere la mano fuori dalla mia fossa, e strascinarveli dentro per morte sanguinosa. Ma tu non ascolti, e dormi su le piume celesti un sonno d'oro.—Provvederò da me stesso, e fie meglio così; perchè l'uomo, finchè il fiato gli dura, non deve commettere il pensiero delle sue vendette a nessuno—neanche a Dio.—Andate; liberatemi dalla vostra presenza.—Andate.
E con la mano fece segno respingerli da se: ma ad un tratto, mutato pensiero, accorse dietro Giacomo, e, afferratolo pel braccio manco, lo costrinse a tornare indietro; poi guardandolo fisso, accostato il suo al volto di lui, gli favellò:
—Tu ti sei lamentato, che non hai camicie:… infingardo! Va al sepolcro di colei che ti fu madre; scoperchialo, levane il lenzuolo dentro il quale venne avvolta, e portalo a tua moglie onde ne faccia camicie ai tuoi figliuoli: così potessero, come quella di Nesso, incenerirli tutti!—Tu le dirai che ne faccia avanzare due pezzi: uno per cuoprirti il viso quando morirai di mala morte, e l'altro per asciugarsi le lacrime,—se sarà così stolida di spargerne per tanto vile—tanto abietto—tanto schifoso uomo come sei tu…
—Per Dio! lasciatemi, Conte… urlava Giacomo tremando e fremendo, mentre adoperava gli estremi sforzi per isvincolarsi dalle mani del truce vecchio.
—No, io non ti lascerò finchè non ti abbia insegnato a procacciare quanto fa d'uopo al tuo bisogno. Vuoi pane pei tuoi figli? Portati a casa un pugno di cenere di tua madre, ed empine loro la bocca… i serpenti si nutriscono di terra. O piuttosto va, e porta la mia maledizione, di cui faccio loro dono irrevocabile inter vivos… tu la spargerai sopra i loro capi infantili… sta di buono animo, essa non cadrà su pietre, nè sopra spine… non torcere il viso… io ti dico la verità: è costume della nostra famiglia, che i figliuoli odiino il padre; dal diavolo nasciamo, al diavolo ritorneremo[14]; la maledizione, che avrai sparsa alla sementa, ti sarà resa moltiplicata a raccolta. Fra la tua moglie e te d'ora in avanti non corrano altre parole, che di obbrobrio e di rissa: ti respinga da letto, te lo contamini; ti diventi la vita un supplizio, la morte un sollievo…
E più diceva se Giacomo, con una violenta strappata liberando il braccio, non fuggiva turandosi con le mani le orecchie.
—Va… va—continuava il fiero vecchio;—invano ti chiudi le orecchie; le mie parole sono della natura delle stimate del mio serafico patrono San Francesco: bruciano le carni, forano le ossa….. dopo morte ancora se ne distingue il segno….
Lucrezia e Bernardino tutti tremanti si erano cacciati a corsa dietro a Giacomo; Beatrice rimase sola, immobile, a capo della bara.
—E tu non tremi?—le domandò il padre.
Beatrice senza rispondergli, volgendosi con pietosissimo atto a mani giunte verso l'altare, disse:
—Santissimo Crocifisso usate misericordia a quella povera anima…
—Stolta! Che parli tu di Crocifissi? Qui non vi è Cristo, nè Dio…
—Silenzio, vecchio; pensate che da un punto all'altro potreste comparire davanti il suo tribunale; ed egli solo… egli solo può perdonarvi, e salvarvi…
Il vecchio ridendo, come lo consiglia il suo fiero talento, digrigna:
—Vuoi tu avere una prova che non vi è Cristo, nè Dio? Eccola.—
E saliti i gradini dell'altare, forte percuotendo col pugno chiuso la tavola di marmo, proseguiva:
—Cristo, se sei sopra questo altare, consacrato da un vescovo che dicono, e che io non credo, santo, dinanzi al tuo ciborio, alla presenza della ostia dentro la quale ti confina la stupidità dei credenti[15], io ti rinnego dieci volte e cento: confesso il mio peccato di non averti offeso abbastanza fin qui, e mi propongo fermamente, d'ora in poi, offenderti in pensieri, in opere e in omissioni con tutti i sentimenti del corpo, tutta la forza della volontà, tutte le potenze dell'anima… Se sai, e se puoi, inceneriscimi:… io ti sfido a fulminarmi…—E qui piegava il collo sull'altare; e, trattenutosi alquanto, per bene tre volte gridò: non odi?—In fine levò audacemente il capo maledetto: le membra gli tremavano, non l'anima. Guardò la figlia: gli occhi grinzosi a mano a mano gli si stringevano, e ridevano il riso della vipera; si mosse minaccioso contro a lei, che lo aspettò senza battere ciglio, e con parole forsennate volubilmente favellò:
—Che cosa è Dio? Deus erat verbum: Dio è una parola—niente altro che una parola; e san Giovanni lo ha detto.—Questo morto non è morto (e con la mano percuoteva forte la fronte del morto figliuolo). Gli enti mutano forma, non si disperdono mai. La materia fu prima della creazione, e sarà dopo lo scioglimento del mondo. Da questo cadavere nasceranno migliaia di viventi, e, morti anch'essi, ne diverranno altri vivi: perpetua vicenda di vita e di morte, ecco tutto. La vera sapienza, o figlia del mio cuore, la vera sapienza, intendimi bene, consiste nel ricavare la somma maggiore di piaceri dalla forma che la natura ci destina attualmente.—Vieni, Beatrice, te sola amo… tu sei lo splendore della mia vita»…. te…
E più, e più sempre, invaso da diabolica insania, si accosta lo iniquo vecchio a Beatrice; e già la tocca, e già fa prova di gittarle smanioso le braccia al collo; quando la donzella dà indietro un passo inorridita, e forte spingendo la bara, esclama:
—Tra me e voi io pongo il vostro parricidio.—
La bara urlata si rovescia portando seco le ghirlande dei fiori, il morticino, e parecchi candelieri co' ceri accesi: i quali cadendo a rifascio addosso a Franceseo Cènci, ebbero virtù di stramazzarlo per terra. Il capo del cadavere percosse sul capo dei vecchio; la bocca fredda di quello si allacciò ai labbri di questo; i capelli biondi del giovanetto trapassato, e i capelli canuti del vecchio vivo, si confusero insieme;—la fiammella di un cero appiccò fuoco in cotesta chioma mescolata di vita e di morte; la vampa dilatandosi arde ad un punto la guancia e la tempia di Virgilio, e la guancia e la tempia del Conte: da entrambi usciva un leppo nauseabondo di carne abbrustolita; uno solo sentì lo spasimo. Il vecchio, scuotendosi come serpente calpestato, trafitto da angoscia ineffabile ruggiva:
—Il morto mi brucia!…
Con disperato sforzo il vecchio si liberò dal cadavere; giunse a mettersi a sedere; poi a stento in piedi. Oh quanto era orribile a vedersi Francesco Cènci! Le chiome arse, e tuttora fumanti; la guancia e la tempia gonfiate per la scottatura; le pupille rientrate tutte nel ciglio, sicchè degli occhi non si vedeva altro che il bianco chiazzato di sangue, e giallo in parte di colore bilioso: le membra tutte tremendamente convulse.
—Ah Francesco Cènci!—battendo i denti sussurrava costui;—voi avete avuto paura! Codardo! tu hai avuto paura. Una fanciulla e un morto mi hanno messo paura… adesso io vedo, che tu sei vecchio davvero!
Beatrice era scomparsa. Il vecchio brancolando si ridusse alle sue stanze, chiuso in pensieri di spavento e di sangue.