Читать книгу Salire In Alto - Guido Pagliarino - Страница 8

SALIRE IN ALTO Poesie 1975 - 2005

Оглавление

LIRICHE

IMAGO

Nera pantera lucida, dall'uno all'altro mobile,

salta e si ferma con le fauci spalancate, immobile

fissando dal suo rosso il bimbo attonito che appena

volta gli occhi alla cosa palpitante nella casa,

ne la penombra, e sa che quella è il diavolo.

Nessuno attorno, il bimbo non ha voce.

LUCE!

Si desta il bimbo accanto al petto del suo babbo

ed ascolta la favola,

la bellissima favola

di Peter che volava e non voleva

crescere mai;

e la spalla del padre si fa un'isola

e il piccino s'invola

a pugnare su in alto con Uncino e ancora in alto.

Quasi trent'anni son passati e l'uno

prova a essere l'altro.

QUANDO ANCHE NOI

Quando anche noi saremo nel momento

d’aver dietro l'omega e innanzi l'Alfa

vorremo avere nel bagaglio d'aria

quanto ti porti adesso che, contento,

sali mirando il quieto occaso spento.

Più aperta ancòra viene la speranza

nella scoperta che finisce mai,

ora che il primo doloroso e lento

mondo hai lasciato, e non poteva dare

che un seme. Stretti in questo camposanto,

noi, dell'ALBERo TuO, teniamo il pianto

e innalziamo le fronde, per amare

tua eternità: ella il dolore serra

e, palpitando, piano lo sotterra.

LI SAI QUEI SOGNI?

Li sai quei sogni dove sei per casa,

la casa vecchia, e dentro una persona

cara ti vedi che sapevi spenta?

Mi sono desto, pensi, e sei contento

vuoi sentirle la voce, t'improvvisi

a dir piccole cose

e lei, che ti sa tacito, non dice

quasi che nulla, come se sorpresa.

Dopo, il risveglio è come un nuovo lutto

e un po' ti filtra con la luce il dubbio

di Sigismondo.

T'alzi pensando all'altra casa vuota.

Giovani affetti nella nuova trovi

e il caffè.

VISITA

Veleggia lieto, quasi, nella Grazia

il giusto morto; quasi, ché non sazia

è la sua forma, tesa

ai suoi vivi, ai colori

ai sapori di casa.

Chiede un minuto, di riavere i cari

che lo vedano...

L'HA!

Scende rotando in cerchi ventilati

verso la casa, all'ora meridiana.

Seggono al desco i cari, alla finestra,

la buona moglie, i figli e le famiglie,

ragionano di lui. Ha come agli occhi

una stilla di lagrime

una goccia di nuvole. S'apprende

più più nell'aria in forma d'uomo, ai vetri.

Ah! Fuggon tutti.

LIBERO!

Risplende lieto nella piena Grazia

e Cristo ne sorride mitemente.

SALIRE IN ALTO

Lungo Po nell'estate in mezzo a un prato

rotto che s'apre più lontano al colle

e il cuore vi disperde,

hai sentito la voglia di giacere

nel bell'ampio del verde:

salire in alto alla collina, avere

nulla da dire; il vento che discende

lasciar correre via

che porti qualche atomo con sé

colto dal viso;

posare in un sorriso come cosa

che vede e si riposa, farsi verde

come stelo lanciato a toccar nuvole,

se dal basso lo miri,

e sull'erba che docile scomponi,

fare canzoni.

A FIANCO DEL BIMBO IMMOLATO AL DIO

Carthago ignara d'ombra nella chiara

luce dell'ampio sole,

con le stanche sue forme che riduce

il vento e interra alle deserte rive,

mi si pronuncia che dal molo vivo

vengo al sepolto. Da proteso nodo

di lingue mercatanti mi sviluppo

altalenando un falso antico lume

nell'aria e nel sospeso

tempo mi annodo,

là dove Baal piega sotterra il corpo

al peso d'impetrati dèi latini.

A fianco del fenicio

mite bimbo votivo

m'indoro e cresco

PARENTESI

Sfatta la notte, l'ora

più non ombreggia seta.

L'alba nascente è una presenza, quieta

Essenza docile

pare vi posi

languore trepido

che tesse luce.

Subito cangia e ancora non comprendi

l'impossibile aurora moltiplicata;

e ti respira l'anima, incantata

vacanza della pena del tuo tempo,

tempo perduto nell'infinità.

SUBITO DOPO UNA STRAGE

“Dov'è, mamma, dov'è il mio volto tondo

i miei riccioli belli,

il corpicino che cresceva forte?

Dove i giochi d'estate e il fratellino

che tenevo per mano?

C'è solo fumo, mamma, e le macerie;

e tu, dove sei tu dal viso chiaro

dolcissimo ridente?

Ti sento qui e non vedo la tua grazia”.

“Vieni, cara, Giannino ho già vicino.

Saliamo insieme in sempre più elevate

e ämpie spire

e cerchiamo chi sia

che ci troncò nel nome di contorti

mondi di morte:

s'egli dorme stanotte, nell'amore

gli scoccheremo al cuore il suo rimorso;

poi saliremo al Posto del Vittime

senza guardare al babbo; attenderemo:

non potremmo piegarci a un solo soffio

di pena più di questa.

Torneremo più avanti a rimirarlo,

a rallegrarci che il passare amico

dei giorni l'abbia almeno un po' placato,

e attenderemo nell'eterna estate

che, finito il suo tempo, ci ritorni”.

Salire In Alto

Подняться наверх