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Capitolo 1. La nuova scuola
ОглавлениеRoma ha un’atmosfera speciale, ingenua e ineguagliabile. A Roma puoi diventare il protagonista del dramma della tua vita. Ma questa, ovviamente, non è altro che un’illusione…
Robert Sheckley
È difficile per chi non ha visto Roma capire come la vita possa essere bella.
Proverbio italiano
– Ciao! Buongiorno! Mi chiamo Lidia. Ma per te semplicemente Lidiuccia. Sì, sto parlando con te, caro amico, perché se stai leggendo il mio libro siamo già amici, giusto?
– Il tuo nome è come i gigli nel dipinto di Claude Monet!
– O come un acquazzone primaverile con il profumo dei lillà in fiore!
– No, Lidia è come il “lido”, la costa in Italia, dove le onde frusciano lungo la riva, lasciando schiuma bianca di pizzo su ciottoli e conchiglie colorate, e il mare color smeraldo si fonde con il cielo.
I bambini della mia nuova scuola di Roma, piccoli ed eleganti signorini e signorine, mi circondarono da ogni parte, con gioiosi occhi neri scintillanti e sorrisi dai denti bianchi, facendo a gara per discutere il mio nome, ciascuno cercando di abbracciarmi o almeno di dire qualcosa di carino. Complimenti toccanti piovvero come da una cornucopia.
Alessandro, Leonardo, Amelie, Mattia, Ilaria, Anna, Lorenzo e altri, in quel momento sconosciuti, sarebbero poi diventati i miei migliori amici. Eravamo in un grande giardino davanti alla nostra scuola, provavo a rispondere a tutti, ma ero un po’ timida. E chi non è timido quando incontra nuovi amici? La mamma mi aveva comprato un nuovo vestito color lavanda per il primo giorno di scuola e la sera avevamo intrecciato i miei capelli in modo che al mattino potessimo slegarli e lasciare che si stendessero in bellissime onde. Le mie spalle erano già stanche per il pesante zaino con i libri e avevo caldo con il vestito, il sole cocente italiano cominciava a diventare caldo, anche se era già settembre, e le ombre diventavano più sottili fino a scomparire, nascondendosi negli oggetti stessi, per poi riapparire la sera, ma già dall’altra parte.
La nostra scuola era comodamente ospitata in un antico palazzo in stile… Ma lo stile non è così facile da descrivere: prima il palazzo fu fatto costruire da un famoso aristocratico romano in stile rinascimentale, poi ristrutturato e decorato con volute e stucchi barocchi, e successivamente integrato con ornamenti tardo Liberty e torrette fiabesche. Nel giardino antistante l’ingresso, incorniciati da luminosi cespugli lillà di ortensie e delicate sulfinie, che annuivano al vento, si innalzavano esili cipressi, come se sorvegliassero fermamente il sentiero che conduceva all’ingresso. L’uva selvatica intrecciava la recinzione in ferro battuto attorno alla scuola, le sue foglie avevano già cominciato ad assumere una tinta cremisi: erano state toccate dall’avvicinarsi dell’autunno. In alcuni punti erano presenti rami spinosi di bouganville con pesanti fasci di fiori viola e rosa. Al centro del giardino incolto c’era una fontana a cascata con cavallucci marini di marmo, ricoperta in alcuni punti di muschio, era chiaro che non funzionava da molti anni. Ora nella sua vasca piena d’acqua a forma di enorme conchiglia nuotavano piccoli pesci rossi e vivevano minuscole tartarughe nere.
L’edificio scolastico era un po’ fatiscente, ma credo che le tracce del tempo e l’incuria aristocratica non facciano che bene. Si ergeva su calde pietre riscaldate dal sole sullo sfondo di un cielo azzurro con tratti di cirri.
Una leggera brezza dal profumo di fiori e aghi di pino scosse le tende alle finestre, frusciò tra i rami degli alberi e, a quanto pare, l’antico palazzo improvvisamente sospirò e guardò i bambini in piedi nel giardino fiorito, con le sue scure finestre in vecchie cornici a motivi geometrici. E all’improvviso, per un momento, fui colpita dalla sensazione che quel giorno, o anche proprio in quell’istante, sarebbe successo qualcosa di incredibile! Qualcosa che non accade realmente. Hai mai avuto la stessa sensazione? Dimmelo sinceramente, caro lettore.
Se qualcuno mi chiedesse cosa causa tali premonizioni, non saprei nemmeno cosa rispondere. Ma non c’era nessuno che me lo chiedesse, tutti i bambini corsero in gruppo verso l’ingresso della scuola: una nuova maestra venne loro incontro sulla soglia. Naturalmente Antonio volò davanti a tutti.
Come, non vi conoscete ancora?
Questo è mio fratello minore, anche lui ha frequentato la mia stessa scuola. Sapete, ha sempre bisogno di essere il primo e il più abile, ma riesce a coniugare la sua iperattività con le regole della buona educazione. La sua prima maestra di scacchi gli disse, quando aveva tre anni, che era un vero gentiluomo. Da allora ha deciso di non deviare da questo percorso, cosa che vi consiglio di fare. Forse questo spiega il suo effetto irresistibile su tutte le donne da zero a cento anni! Oppure è tutta colpa del suo papillon, che ama tanto indossare, o dei suoi occhi, così straordinari, che sembrano sempre guardare dritto nell’anima.
Potrei scrivere un romanzo di decine di volumi sulle nostre avventure con lui. Forse questo è esattamente ciò che farò nella mia vecchiaia, seduta su una sedia di vimini accanto al caminetto, quando diventerò un’incantevole vecchia signora, con una ciocca di capelli grigi, ricci e gli occhi felici e innocenti di una buona strega.