Читать книгу Racconti di fantasmi. Edizione in Italiano - Alexandra Kryuchkova, Ар'лан ис'Дрекхэм - Страница 12
Parte I. AMAMI ORA!
4. Danza bianca
ОглавлениеIvan invitò Inessa in un bar. Lui era il Direttore Generale di una famosa azienda, mentre lei era solo una studentessa del quinto anno di una delle migliori università del loro paese.
– Mi dispiace, non ti credo! – Ivan concluse la conversazione categoricamente. – Forse tra cinque o dieci anni…
– E cosa farai, tra cinque o dieci anni?
Lui scrollò le spalle.
– Va bene! – sorrise lei. – Diventerò anch’io il Direttore Generale, per dimostrarti che non mi interessano i tuoi soldi. E poi, se vuoi, mi troverai tu stesso.
E con un abito rosso acceso, così bella, audace, giovane, Inessa lo lasciò.
***
Fuori dalla finestra si vedeva la stessa neve ed un cielo grigio e sconsolato. Faceva molto freddo, anche se la TV aveva promesso un forte riscaldamento. Ivan era di cattivo umore. Succede sempre così quando il sole tramonta, e la vita non riserva più piacevoli sorprese da molto tempo. Come al solito, essendo in ritardo per il lavoro, Ivan mise la sua auto in moto, attraversò l’arco fino al lungofiume, accese gli indicatori di direzione, aspettando l’occasione per infilarsi nel flusso continuo. Sbadigliando, lanciò un’occhiata al cartellone pubblicitario e… non credette ai suoi occhi!
Ivan scese dall’auto, dimenticandosi di spegnere gli indicatori di direzione, prese le sigarette e ne accese una, con lo sguardo fissato sul cartellone con la scritta “TI AMO!” – c’era solo quella scritta ed il volto familiare della ragazza con un vestito rosso acceso! Mentre lo guardava, in un batter d’occhio gli tornarono in mente gli eventi delgi ultimi cinque anni. Ivan era diventato grigio e non era più il Direttore Generale né di quella famosa azienda né di nessun’altra, mentre Inessa era sbocciata…
Lui la trovò senza alcuna difficoltà. Inessa invitò Ivan ad un ristorante.
– È così che sono diventata DG, – lei riassunse, non senza un certo orgoglio. – Ora ho tutto. Tranne l’uomo che amo.
Ivan non riusciva a credere alla sua incredibile storia di successo.
– Sposiamoci! – Inessa propose finalmente.
– E dove vivremo? – Ivan chiese per qualche motivo, sbalordito.
– Stavo pensando di comprare un appartamento con una veranda sul tetto. Ricordi le storie su Carlson?
– Il tetto con fantasmi? – Ivan sorrise.
– Certo, perché no! – rise Inessa. – Dove lo vuoi, qui o in Europa? Oppure… preferisci un cottage?
– Un’isola disabitata, – lui sorrise di nuovo. – E un jet privato come bonus!
– Non male come inizio! – Inessa era piena di entusiasmo ed energia.
– Brava, – riassunse Ivan e sospirò profondamente. – Comunque, non sono più il capo e non ho i fondi per rendere la tua vita bella. Tra un paio d’anni penserai: “A cosa mi serve?” Sarai ancora giovane, di successo e prospera, mentre io…
Ivan accompagnò Inessa alla sua macchina. La strada diventò una pista di pattinaggio. Dopo un forte tepore mattutino, la sera tornò a fare freddo.
Inessa se ne stava andando, e lui sentiva che non si sarebbero mai più rivisti, ma allo stesso tempo desiderava rivederla ancora ed ancora.
Quella notte Ivan era sopraffatto dall’insonnia. Riflettendo se avesse fatto bene a lasciarla andare, si rese conto che, da un lato, Inessa gli piaceva molto e che avrebbe voluto una donna così accanto a lui. D’altro lato… se qualche anno prima Ivan l’aveva guardata dall’alto in basso, quel giorno – dal basso in alto, proprio come il suo cartellone pubblicitario sul lungofiume…
“C’è qualcosa di sbagliato, di innaturale in questo. Anche se, forse, semplicemente non ero preparato al fatto che mi si abbattesse addosso come una nevicata improvvisa. La chiamerò. Domani,” – decise lui.
Ivan non voleva dare Inessa a nessun altro. Allo stesso tempo, non riusciva a superare la paura di chiamarla. Così “domani” era rimandato di altri tre giorni. Quella notte Inessa gli apparve in sogno, gli agitò la mano con un sorriso amaro e scomparve silenziosamente nella nebbia.
Al mattino, dopo aver ascoltato “L’abbonato è temporaneamente bloccato”, Ivan chiamò l’ufficio di Inessa, pensando al modo migliore per presentarsi alla segretaria che li mettesse in contatto invece di rispondere qualcosa del tipo: “È occupata, richiama più tardi!”
Tuttavia, la risposta della segretaria era inaspettata.
– Ci ha lasciati.
– Cosa s’intende? Ha cambiato lavoro?
– Un incidente stradale mortale tre giorni fa.
…Se n’era andata, ma per molto tempo, ogni mattina ed ogni sera, quando Ivan usciva per andare al lavoro e tornava a casa, proprio su quel cartellone pubblicitario sul lungofiume, Inessa incontrava Ivan e lo salutava, sorridendo e ripetendo: “TI AMO!”
Fuori dalla finestra si vedeva la stessa neve ed un cielo grigio senza speranza. Faceva molto freddo, tuttavia, la TV non prometteva più alcun riscaldamento.
Dicembre 2003