Читать книгу Racconti di fantasmi. Edizione in Italiano - Alexandra Kryuchkova, Ар'лан ис'Дрекхэм - Страница 4

PREFAZIONE
N. Abrashina: “A. Kriuchkova sulla sete d’amore”

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“Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio…”

Matteo 5:8

Nessun libro che abbia mai letto ha suscitato in me una gamma d’emozioni così ampia come “Racconti di fantasmi” della serie “Gioco in un’altra realtà” di Alessandra Kryuchkova: le storie incluse nella raccolta sono così diverse e sfaccettate, quasi tutte con un finale imprevedibile!

Gli eroi del libro, ahimè, sono fantasmi. Tutti hanno vagato per il mondo, amato, compiuto azioni buone e cattive, commesso errori e provato sensi di colpa. E un giorno, lasciando il mondo dei vivi, si sono ritrovati in un’Altra Realtà, dove condividono le loro storie terrene e celesti con l’anima della scrittrice, trasportata dalla terapia intensiva all’Altro Mondo, ma che per volontà dell’Onnipotente presto tornata sulla Terra. La sete d’amore, a mio avviso, è il filo conduttore principale del libro e, nonostante la “fantasmacità” degli eroi, si tratta di un amore terreno, poiché l’amore divino è presente in abbondanza per tutti, sia nel libro che nella scrittrice. Leggendo, si ha la sensazione che Alessandra ami non solo la maggior parte dei suoi personaggi, ma anche ognuno di quelli ancora in vita, e si preoccupi per tutti noi, affinché un giorno non ci ritroviamo al posto di uno o dell’altro fantasma, rimpiangendo le opportunità perse nella vita, come la maggior parte degli eroi del libro si rende improvvisamente conto che “la vita è finita, e non siamo riusciti a fare qualcosa di molto, molto importante…” (“Lo Specchio rotto”).

E sembra che la voce della scrittrice, che si trasforma in un urlo, risuonerà per sempre come una campana dalla sua Altra Realtà, nel nome del risveglio di tutti coloro che sono ancora vivi sulla Terra: “E dalla disperazione e dalla mia impotenza, il dolore non fa che moltiplicarsi ad ogni mio ritorno! È il dolore di un fantasma che non riesce né a riscrivere il passato, né a consolarsi in esso, né a ritrovare la persona persa per poter dire la frase più importante e banale, ma in qualche modo mai pronunciata in tempo, ‘TI AMO!’” (“Dove ci siamo più”)

I personaggi di Kriuchkova si pentono troppo tardi di esser stati troppo frettolosi nel sbarazzarsi dei propri cari – scambiavano meschinamente il calore delle loro anime con beni materiali (“Il Plutone bloccato”, “Danza Bianca”, “Kailash”, “Un canarino”).

Vorrei sottolineare un fenomeno raro nella realtà moderna: il dono di sé, non ricevere l’amore altrui, ma esprimere il proprio. Questo è ciò che conta sia per i personaggi principali che per la scrittrice stessa.

“Ora, ripensando a questi episodi, mi chiedo perché non diciamo parole gentili ai nostri cari, non li sosteniamo nei loro momenti di tristezza. <…> Probabilmente la amavo, ma avevo paura di ammetterlo a me stesso. Avevo paura delle responsabilità e di perdere la mia indipendenza…” (“Kailash”)

Nel racconto “Un nome da gatta”, la domanda posta dal protagonista, un cane, è assolutamente deliziosa: “Perché le persone, che a differenza dei cani hanno il dono della parola, non sono in grado di comprendere se stesse e gli altri, solo per essere felici?”

Sì, l’amore: ecco cosa conta di più per la scrittrice, non le fiabe del suo racconto, ma la verità! E “la verità si rivela all’uomo solo nell’amore e attraverso l’amore” (Padre V. Shpiller). Nonostante che “Vera sognava l’amore, non i film horror” (“Uno scenario”), il destino perseguita quasi tutti i personaggi, e le tragiche conseguenze per il destino di coloro che hanno ignorato i segnali di “Stop!” lungo il cammino, né, al contrario, alcuna felice coincidenza “casuale”, come affermato nei racconti “Sulle rive del Tamigi”, “La Città delle pioggie”, “Uno scenario”, “Kailash” e “Una pellicola fotografica”.

La scrittrice potrebbe davvero essere entrata nell’Altro Mondo, aver visto fantasmi e persino aver conversato con loro? “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”, disse Cristo ai suoi discepoli nel Sermone della Montagna. Cosa significano queste parole? “I puri di cuore” sono persone sincere, veritiere e altruiste con il cuore aperto, in cui non c’è spazio per egoismo e orgoglio, pensieri viziosi e impuri, invidia o condanna. I loro cuori sono pieni d’amore, misericordia e mitezza. Dio è invisibile, ma può essere visto nelle Sue azioni (energie), nelle Sue rivelazioni e nelle immagini accessibili all’uomo. Le persone che sono gentili e umili di cuore, che hanno ricevuto il dono della chiaroveggenza e dei miracoli durante la loro vita, sono in grado di contemplare Dio “con gli occhi del cuore”. Oltre ai santi, i bambini possiedono il dono di vedere il Signore, perché i loro cuori puri sono aperti, sinceri, senza maschere e incapaci di mentire. I bambini sono spesso i protagonisti dei racconti di Alessandra Kryuchkova (“Dai, forza!”, “Guerrieri della Luce”, “Il Sigillo”, “Uno scenario”, “La Ragazza e il Mare”, “La Ragazza e il Gatto”, “Addio all’Infanzia”, “Il Sogno della Vecchia Lanterna”, “Una Scala verso il Cielo”). Talvolta, i personaggi adulti sono immersi nei ricordi della loro infanzia (“La Casa vicino alla Stazione”, “Un Pianoforte”, “Dove non ci siamo più”), a testimonianza dell’importanza di questo periodo per la scrittrice. Tuttavia, la sua infanzia non viene presentata al lettore come un periodo senza nuvole. Echeggia le tristi fiabe di Hans Christian Andersen e la parola “morte” è chiaramente presente. Attraverso le varie variazioni sul tema della profonda solitudine, emerge l’ovvio: il dolore di perdere le persone più care, l’incapacità di trovare comprensione negli altri e, di conseguenza, volgere lo sguardo al Cielo (“Ninfea”, “Una Scala verso il Cielo”, “Guerrieri della Luce”, “La Ragazza e il Mare”, “La Ragazza e il gatto”).

Di particolare importanza, a mio parere, è il laconico racconto “La Ragazza e il Gatto”, la cui protagonista è una bambina che ha perso i genitori. Il suo punto di non ritorno in una strana e fredda città terrena diventa il punto di transizione verso un’Altra Realtà, ma nel suo cuore sente ancora: “…le parole crudeli di qualcuno, sull’inutilità dei pazzi che credevano nei fantasmi… Qualche anno dopo, avendo viaggiato per tutta la Terra, la Ragazza e il Gatto non trovarono un posto per loro, perché ovunque arrivassero, c’era sempre chi negava l’esistenza dei fantasmi e chi demonizzava i gatti neri. Allora la Ragazza e il Gatto decisero di partire per la tormenta di neve per trovare il punto in cui la Terra si univa al Cielo.”

Tuttavia, il fatto che una ragazza rimasta orfana di genitori abbia avuto accesso al Mondo Sottile non sorprende, poiché l’Altra Realtà, di cui Alessandra scrive fin dall’età di dodici anni (vedi la datazione dei suoi racconti), esiste, e i bambini – esseri puri di cuore e senza peccato – sono in grado di vederne le manifestazioni, compresi i fantasmi. E leggendo il libro, mi sono convinta sempre di più che, nonostante l’età anagrafica, la scrittrice sia rimasta la stessa bambina nell’animo.

“Sembrava che la sua tragica esperienza di vita, molto più grande della mia, avrebbe dovuto trasformare all’istante qualsiasi creatura in una vecchia, tuttavia Katya rimase giovane, una bambina nell’anima…” (“Kailash”)

“Il Tempo non esiste. È condizionato e relativo. Imparerai a gestire il Tempo quando capirai che non importa quanti anni hai sulla Terra, l’importante è chi ti senti di essere…” (“Un Addio all’infanzia”)

Leggere le “fiabe” di Alessandra Kriuchkova è un piacere. La scrittrice sa essere concisa, combinando profonde riflessioni filosofiche con una narrazione semplice e trame originali. Tuttavia, “Racconti di Fantasmi” è un libro per adulti. E la classificazione 18+ è assolutamente appropriata, poiché i racconti assolutamente terrificanti, con echi di serie poliziesche e persino di thriller di Alfred Hitchcock, del capitolo “Il Padrone dei Destini” (“Mirtilli rossi”, “Congelata”, “Uomo sportivo”, “Due femmine”, “Stanchi morti”), descrivono casi di malattia mentale, abusi fisici e crudeltà patologica. Due omicidi sofisticati dello stesso capitolo – “Un ospite notturno” e “Nata morta” – sconvolgono l’anima, e la facilità con cui i crimini vengono commessi è sciocchante (“Un Caffè”, “Il Vento dei cambiamenti”, “L’Unione intergalattica degli scrittori”, “Buona notte!”).

È terrificante rendersi conto che queste storie sono tratte dalle nostre vite (“Congelata” mi ha ricordato la rivelazione di un personaggio della serie televisiva di V. Pozner “L’uomo con la maschera”, e “Buona notte” mi ha ricordato i confronti degli anni ‘90). Alessandra Kriuchkova non esita a mostrare la complessità del mondo senza abbellimenti, come confermato nell’Epilogo, al ritorno sulla Terra, quando la scrittrice si rivolge al lettore: “Vuoi sapere se sono nera o bianca… In questo Mondo, non esiste, non esisteva e non esisterà mai il Nero separatamente dal Bianco. Sono bianca e nera allo stesso tempo, proprio come te…”

Dobbiamo però ricordare che i protagonisti di queste storie sono già comparsi davanti al Giudizio Universale, e ognuno di noi un giorno comparirà davanti allo stesso Tribunale. Non fraintendete questo libro, non offre una ricetta moralistica per una vita “corretta”. Il lettore è invitato a decidere da sé quale strada intraprendere. Ma in ogni racconto si percepisce il dolore della scrittrice per gli altri e un grido silenzioso: “Fermati! Pensaci!”. E non solo alla morte, ma anche se l’aiuto che offriamo sia sempre benefico: è necessario prevedere le potenziali insidie. E attenzione a ciò che si desidera: le sue tragiche conseguenze sono davvero imprevedibili (“Un Desiderio”, “La Tata”, “Il Padrone dei Destini”, ecc.).

“Victor stava accanto al suo corpo, disteso senza vita su una poltrona di pelle nera, inzuppato di sangue.

– Cos’è successo qui? – borbottò. – Non ricordo niente… Come? Perché? Qual’è il motivo?

All’improvviso, apparve la Tata. Lanciò un’occhiata pesante ad Irina, prese il signor Orlov per mano e lo condusse via in silenzio… dentro lo Specchio…” (“La Tata”)

Le apparizioni di fantasmi a coloro che sono ancora in vita sulla Terra, descritte da Alessandra Kriuchkova, sono già state più volte paragonate alle opera di Edgar Allan Poe da altri recensori, con i quali concordo pienamente (D. Nemelshtein sulla rivista “I figli di Ra” n. 1 (194) / 2022 e A. Karpenko sul giornale “Poetograd” n. 12 / 2014).

Tuttavia, l’ambientazione singolare del libro è occupata da storie ambientate nell’Altro Mondo (vedi le raccolte “La Torre Oscura” e “Lo Specchio Rotto”). Fantasia? Sì, ma è proprio qui, oltre al racconto “La Torre Oscura” con le parole profetiche di Kriuchkova sui laboratori biologici e all’autoironia del “Tempio, o Quando le Fate Muoiono”, che si trova il culmine del libro: un vero capolavoro, “Un Mago”, una perla nella collana della saggezza. Citarlo è inutile: “Ogni anima ha i suoi compiti!”. Va letto per intero, e sono sicura che lo ricorderete per il resto della vostra vita! Tuttavia, ogni “fiaba” è un destino unico con un finale completamente imprevedibile! Permeati da una sete di vita e d’amore, i “Racconti di Fantasmi” ci vengono chiaramente tramandati da un’Altra Realtà come un invito a riflettere sui veri valori, sulla responsabilità delle nostre azioni e parole e, soprattutto, sullo spreco del nostro tempo sulla Terra, un tempo originariamente destinato all’amore. Grazie e complimenti all’autore!


Nina Abrashina,

scrittore, medico, membro dell’Unione degli Scrittori Russi


Il giornale “Notizie letterarie”1 n. 3 (213), 20232

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http://litiz.ru/archive/litiz_2023_3(213).pdf

2

https://reading-hall.ru/publication.php?id=32917

Racconti di fantasmi. Edizione in Italiano

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