Читать книгу Racconti di fantasmi. Edizione in Italiano - Alexandra Kryuchkova, Ар'лан ис'Дрекхэм - Страница 14

Parte I. AMAMI ORA!
6. La città delle piogge

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Era il contrario: nella Città delle Piogge siamo stati accolti dal Sole!

Siamo scesi dal treno espresso su un binario inondato di sole.

– Nessuno ci noterà, non c’è bisogno di correre da nessuna parte e possiamo fare quello che vogliamo, – ha detto Denis pensierosamente. – È così bello essere completamente liberi! Anche se solo per 24 ore.

– Sì, Denis! Mi sento la più felice del mondo! – gli ho risposto con entusiasmo.

Abbiamo camminato per la Città delle Piogge al mattino, mano nella mano, entrambi con piccoli zaini, indossando jeans, magliette blu scuro e scarpe marroni, proprio come il giorno in cui avevo fatto il sogno più importante. A volte ci fermavamo e ci baciavamo appassionatamente, senza vergognarci dei passanti.

– Pensaci, Yana, questo non sarebbe successo senza il tuo sogno, – ha sorriso Denis.

– Era l’Angelo Custode! Mi ha preso per la collottola come un gattino e ti ha ficcato il mio naso dentro, – ho sorriso in risposta.

Abbiamo camminato lungo il mio lungofiume preferito, abbiamo visitato il tempio e poi siamo arrivati al luogo dove le fidanzate arrivavano in abiti bianchi con piccoli mazzi di fiori.

“Vorrei essere qui anch’io come loro,” – ho pensato.

– Certo! – Denis ha letto subito i miei pensieri. – Sarà così, la prossima volta.

Entrambi non eravamo liberi e dovevamo qualcosa a tutti. Era spaventoso pensare a quante persone si agitassero intorno a noi, chiedendo costantemente una cosa o l’altra, ma senza offrire nulla in cambio, senza provare nemmeno un briciolo di gratitudine, per non parlare del rispetto.

Denis ed io ci sentivamo esseri completamente soli nell’Universo. Forse, a parte i bambini, che vedevamo troppo raramente per vari motivi, niente ci teneva sulla Terra.

Prima di quel sogno…

Finalmente siamo entrati in un bar per parlare.

– Che tu ci creda o no, Yana, il mondo è diventato completamente grigio, ho perso ogni interesse per la vita. Non guardavo la TV né leggevo giornali o libri, non mi importava che macchina guidassi, che vestiti indossassi, cosa mangiassi. Tornavo a casa dal lavoro a tarda notte ed andavo a letto, poi facevo colazione la mattina e tornavo al lavoro. Non volevo parlare con nessuno, né vedere né sentire nessuno…

Mentre Denis mi raccontava la sua vita, a partire dalla nascita, lo ascoltavo, rendendomi conto che i nostri destini erano così simili che potevo dirgli nulla di me. Mi sembrava strano che per così tanti anni fossimo stati vicini senza notarci.

– Sì, mi piacevi, e sì, eri sempre presente accanto, ma sembravi assolutamente felice e non mi hai mai dato il minimo accenno…

Prima di quel sogno…

Siamo saliti sul ponte di osservazione e restati a lungo in silenzio, godendoci la vista della Città delle Piogge, in cui splendeva il Sole.

Anch’io mi sentivo in un vicolo cieco. La vita vera sfrecciava fuori dalle finestre, ad una velocità vertiginosa. Riuscivo a malapena a tenere il passo con le pagine del mio calendario di lavoro.

Prima di quel sogno…

A bordo di una barca, sotto i ponti più bassi della Città delle Piogge, eravamo più silenziosi che a parlare. Un’anima più forte ed esperta era accanto a me, e mi sentivo calma, ma…

– Stai pensando a cosa ci succederà al nostro ritorno? Vero, Yana? Non devi pensare a niente, – ha risposto Denis, leggendomi nel pensiero, e mi ha abbracciato dolcemente ed affettuosamente, accarezzandomi i capelli e baciandomi il collo…

La sera abbiamo passeggiato lungo la via principale, e gli ho mostrato non tanto i monumenti famosi quanto sculture in miniatura ed altre piccole cose insignificanti che solo la gente del posto conosceva: c’erano un gatto di bronzo e la sua ragazza-gatta all’altezza del balcone, che si guardavano dalle case vicine, ed un po’ più in là, in un modesto cortile, c’era un cane che esaudiva i desideri…

Avevo paura che Denis sparisse, che stessimo ancora sognando, e che stessi per svegliarmi, perché tutto era iniziato esattamente nel mio sogno, o meglio, tre giorni prima, quando avevo sognato di noi, finiti insieme nella Città delle Piogge. Svegliandomi quella mattina, avevo sentito improvvisamente di nuovo il sapore della vita e… avevo trovato la forza di raccontare il mio sogno a Denis.

Il mio sogno sembrava risvegliare entrambi a cambiamenti nei nostri destini, ad una vita vera, vibrante e piena di colori. Sarebbe stato il punto di partenza per la fase successiva, che avrebbe potuto permettere a due anime affini di trovare finalmente la felicità…

Quando la notte è tornata nella Città delle Piogge, abbiamo trovato una stanza nell’albergo più costoso, visto che alla fine potevamo permettercela!

Sembrava che ci amassimo come due persone si amano per l’ultima volta nella loro vita, sull’orlo della separazione eterna, e niente e nessuno esisteva nell’intero Universo, tranne noi due, come se fossimo ancora vivi…

Tornando alla stazione per il treno espresso per la Città del Sole, abbiamo ricordato il nostro ultimo giorno sulla Terra, alla vigilia del quale avevo fatto quel sogno. L’esplosione nel grattacielo dove lavoravamo era avvenuta così all’improvviso che non ci eravamo nemmeno resi conto di esserci già svegliati da fantasmi…

I nostri archivi personali erano bloccati nell’Ufficio Celeste della Città del Sole. Secondo il piano del Creatore, avremmo dovuto sposarci molto tempo fa e trasferirci nella Città delle Piogge, la città della mia nascita. In quello scenario, non saremmo mai finiti nella torre il giorno dell’esplosione.

Tuttavia, non avevamo cambiato vita in tempo! Non avevamo sentito né noi stessi né i nostri Angeli Custodi inviarci segnali di ogni genere! Solo alla vigilia dell’esplosione, quando la decisione sul nostro ritorno nel Cielo era stata firmata in tutti gli uffici, poiché avevamo smesso di seguire il cammino destinatoci dal Creatore, sono riuscita a penetrare quel sogno… Troppo tardi! Comunque, i generosi Giudici della Città del Sole, in risposta alla nostra ultima richiesta, considerando il mio sogno come circostanza attenuante, ci avevono permesso di tornare sulla Terra nella Città delle Piogge già come fantasmi, per stare insieme solo per un po’ prima della prossima incarnazione, i cui dettagli non conosciamo ancora…

Agosto 2006


Racconti di fantasmi. Edizione in Italiano

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