Читать книгу Racconti di fantasmi. Edizione in Italiano - Alexandra Kryuchkova, Ар'лан ис'Дрекхэм - Страница 23
Parte II. A NATALE sul PONTE Kuznetsky
1. Dio, Barsik e Borsch
ОглавлениеTre donne parlavano in una stanza d’ospedale. Una di loro, Lyudmila, appena portata in ambulanza per un intervento chirurgico urgente in anestesia generale, era una ragazza giovane e bella. Lyudmila si sistemò sul letto vicino alla porta e, lasciando i pacchi sul comodino, non nemmeno mise fuori le sue cose, raccolte in fretta a casa.
– Non preoccuparti, Lyudmila, – la incoraggiò Galina, già operata. – Qualsiasi cosa ci accade un giorno per la prima volta! La mia prima anestesia sembrava un sogno senza sogni! Niente di interessante! E la seconda… mi sono rilassata, ho pensato: “Non vedrò Dio, e ringrazio Dio!” Ma no! Immagina, mi sono ritrovata a volare ad alta velocità in un corridoio buio, come in un tubo. Appena ho notato la Luce in fondo al corridoio – nel momento più interessante! – mi hanno svegliata!
– Non ricordo quante volte sono stata sotto anestesia, – disse Valentina, il cui letto era proprio accanto alla finestra. – Ogni volta era un’esperienza nuova. Ieri mi sentivo come se fossi nella realtà. C’era una luce, ma così ovattata, e si udivano delle voci. Mi stavano chiamando, forse. L’erba del campo era fresca e luminosa, di un color smeraldo, c’erano tanti fiori e bellissime farfalle. Mi sentivo così bene, così a mio agio, mentre attraversavo il campo in lontananza. Come nella mia infanzia, accanto ai genitori. Ho alzato la testa e li ho visti salutarmi e dire: “Ti vogliamo bene. Ti osserviamo da qui, sappiamo tutto di te e ti aiuteremo sempre!”
– Perché diavolo non sei rimasta in quel Paradiso? – sospirò Galina. – Comunque, è più facile lì che qui!
– Sembrava esserci un confine lì, – rispose Valentina. – Proprio nei campi. Un confine invisibile. Quando l’ho raggiunto, non sono riuscita ad andare oltre, tutto qui.
– Non credo né in Dio né nella Luce, – disse Lyudmila sorridendo. – Anche se un milione di persone giurassero sulla Bibbia. Non ci crederò mai, finché non li vedrò con i miei occhi!
***
Dopo l’operazione riuscita, che non presagiva complicazioni, l’anestesista cominciò a svegliare Lyudmila, ma lei rimaneva priva di sensi. Il suo cuore si rallentò e si fermò. Il volto della ragazza non esprimeva né tristezza, né dolore, né gioia. Era misteriosamente bello nella sua calma ultraterrena. L’anestesista corse fuori dalla stanza per chiamare i rianimatori. Le donne di stanza di Lyudmila rimasero senza parole.
Un Angelo apparve nella stanza. Lyudmila, seduta accanto al suo corpo sul bordo del letto, sorrise involontariamente.
– Wow! Allora, gli angeli esistono?! Sei venuto a portarmi via?
– Ciao, anima mia! In realtà, tutto esiste, sia reale che un tempo immaginato dagli umani. Ora ti porteranno in terapia intensiva e faranno tornare nel tuo corpo.
– Oh, no! – esclamò Lyudmila. – Mi sento benissimo qui! Non vedo alcun motivo per tornare! Nessuno ha bisogno di me sulla Terra, e sono completamente inadatta alla vita! Tutto mi sfugge di mano! Mi avvicino sempre ad un obiettivo, passo dopo passo, e – all’ultimo momento! – il mondo viene crollato!
– Ogni anima ha la sua missione sulla Terra. Se non la completi, non potrai continuare il tuo viaggio in Paradiso.
– E qual’è la mia?
– Solo servire Dio e gli uomini.
– Servire? Cosa intendi? – chiese Lyudmila, non avendo capito nulla.
– Un giorno sarai una suora famosa. Giusto perché non sei adatta a vivere come la gente comune.
– Io? Una suora?! – Lyudmila si rabbrividì al solo pensiero. – Mi stai dicendo che non sono destinata a trovare l’amore terreno? Se mi promettessi ora che sarei diventata la donna più felice del mondo, probabilmente tornerei! Ma per diventare suora?!
Un Demone apparve nella stanza.
– Andiamo! – lui sorrise, porgendo la sua zampa pelosa a Lyudmila.
– Dove? – la ragazza si avvicinò involontariamente all’Angelo.
– Dove? Sulla Terra, ovviamente!
– Siete in collusione? Ho già detto che non tornerò nel mio corpo per diventare suora!
– No, no! Dai, non nel tuo corpo! E non mi interessa la suora! – ridacchiò il Demone. – Andiamo a vivere in un barbone!
– Un barbone… senza casa?! – esclamò Lyudmila, immaginandosi congelata nel fango fangoso della strada vicino al supermercato.
– Ma non vuoi diventare suora! – rise il Demone.
I rianimatori si precipitarono nella stanza e portarono via il corpo di Lyudmila, mentre la sua anima, l’Angelo e il Demone seguirono il corpo in terapia intensiva per continuare la conversazione.
– Ascolta, Valentina, – Galina si rivolse alla sua vicina, – la nostra non credente deve aver visto la Luce! Le piaceva così tanto lì, in Paradiso, che ha deciso di non tornare più! Oh, grazie a Dio, non sono ancora arrivata al livello del Paradiso! Sarei stata una sciocca a restarci, visto che ho quattro nipoti, sarebbero persi senza di me qui! Chi cucinerà il mio borsch per loro?
Valentina annuì silenziosamente in risposta, sospirando, e guardò la strada attraverso la finestra polverosa dell’ospedale. Aveva sentito la conversazione dell’anima di Lyudmila con l’Angelo ed il Demone, anche se non li aveva visti nella stanza. Valentina non aveva più nessuno sulla Terra da molto tempo, tranne… il gatto rosso Barsik, salvato da lei quell’inverno.
“Forse servire Barsik è la mia missione sulla Terra. Forse Barsik è il motivo per cui sono ancora viva? – pensò Valentina. – O forse… servire i Barsik? Chissà quanti gatti potrei salvare nella mia vita, mentre ne ho salvato solo uno… Come sta adesso, senza di me? Il portiere si ricorda di dargli da mangiare? Probabilmente ha già rotto qualche vaso di fiori, il mio piccolo burlone!”
Valentina sorrise. Lei voleva tornare a casa il prima possibile per esprimere il suo amore e la sua gratitudine al gatto rosso, anche se non aveva nulla a che fare con la sua missione sulla Terra…
Marzo 1994