Читать книгу Life designer: 70 regole d’oro per una profonda trasformazione. Una guida pratica alla consapevolezza. Sostituisce anni di ricerca spirituale - Ар'лан ис'Дрекхэм - Страница 13
Capitolo 2. Responsabilità e Libertà
Regola 8. Cause ed effetti
Оглавление“La vita non può essere né giusta né ingiusta, poiché ogni cosa
in essa ha cause ed effetti.” – Alexander Sviyash
Questa regola, nota anche come legge del karma o nesso di causalità, afferma che ogni azione ha una conseguenza e ogni evento ha una causa. È un principio fondamentale che opera in ogni ambito della vita, dalla fisica alla psicologia. In fisica, ad esempio, la terza legge di Newton stabilisce che per ogni azione esiste una reazione uguale e contraria. In biologia, l’evoluzione è il risultato del legame causa-effetto tra mutazioni e selezione naturale.
La manifestazione di questo principio è particolarmente evidente nella psiche umana. Il nostro comportamento, le nostre emozioni e persino le nostre reazioni fisiologiche sono spesso l’effetto dei nostri pensieri e delle nostre convinzioni. Uno degli esempi più chiari di applicazione pratica della legge di causalità è la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT). Come dimostrato nei lavori di Aaron Beck, la CBT si basa sulla comprensione del legame tra pensieri, sentimenti e comportamenti. Essa aiuta le persone a riconoscere e modificare i cicli disfunzionali in cui i pensieri negativi portano a emozioni negative e a comportamenti disadattivi.8. Identificando le cause (le convinzioni distorte), la CBT aiuta a modificare gli schemi negativi, influenzando così gli effetti: migliorando lo stato emotivo e la qualità della vita.
Comprendere la legge delle cause e degli effetti ci aiuta ad assumerci la responsabilità delle nostre azioni e a creare i risultati desiderati. Ogni azione, anche la più insignificante, lascia la sua impronta, plasmando il nostro futuro. Il punto in cui ti trovi ora e lo stato in cui ti senti sono l’effetto delle tue azioni passate.
Esempio di vita. A 40 anni, dopo una ferita da arma da taglio che i medici ritenevano fatale e un’operazione durata diverse ore, sono tornato alla vita. O meglio, la Vita è riapparsa con me. O meglio, la Vita è riapparsa insieme a me. Per me è stato un segno: significa che servo ancora a questo mondo!
I primi barlumi della coscienza che si riattivava furono una vaga sensazione di disagio fisico e una sete tormentosa. La bocca secca riusciva a malapena a emettere suoni. Qualcuno mi inumidì le labbra con dell’acqua. Aprendo gli occhi, per molto tempo non riuscii a capire dove fossi. Una stanza sconosciuta, un ambiente estraneo. La mia “personalità” si riaccese poco dopo, insieme ai ricordi di quanto accaduto.
I primi pensieri furono: “Perché è successo?” e “Per colpa di chi?”. Solo molti anni dopo ho capito che quell’evento era l’effetto del mio modo di pensare e del mio stato interiore di allora. La cosa più importante è non cadere nel giudizio e non cercare colpevoli. Credo che nulla nella vita accada per caso. Quell’evento, per quanto doloroso, mi ha dato l’opportunità di ricominciare da zero. È stato una sorta di “azzeramento” che mi ha costretta ad assumermi la piena responsabilità dei miei pensieri e delle mie azioni. Fu allora che capii che le prove più dure non sono punizioni del destino, ma lezioni che portano a una vera trasformazione.
Per usare efficacemente questa legge, puoi applicare la tecnica dell’“Autoanalisi delle Azioni”. Ti aiuterà a individuare gli schemi tra le tue azioni, le loro cause nascoste (pensieri, emozioni, stati d’animo) e le loro conseguenze.
• Tieni un diario speciale. Qui annoterai regolarmente le tue azioni e i loro risultati. Non è necessario descrivere ogni singolo passo; concentrati sulle azioni che ritieni importanti o che hanno scatenato una forte reazione (positiva o negativa).
• Per ogni evento importante, annota in una tabella quanti più dettagli possibili per far emergere il legame causa-effetto:
– “Cosa hai fatto esattamente?” (L’azione in sé).
– “Perché l’hai fatto?” Quale stato interiore (pensieri, sentimenti, convinzioni, bisogni) ha motivato l’azione? (La causa).
– “Quale risultato concreto hai ottenuto?” Come si è evoluta la situazione dopo questa azione? (La conseguenza e il risultato).
– “Quali emozioni hai provato durante e dopo l’azione?” (L’impronta emotiva della causa e dell’effetto).
Esempio di compilazione:
• Prenditi del tempo, ad esempio una volta a settimana, per rileggere i tuoi appunti e analizzarli.
• Poniti delle domande per individuare gli schemi e trarre insegnamenti:
– “Quali mie azioni (e le loro cause interiori) hanno portato a risultati positivi?”
– “Quali mie azioni (e le loro cause interiori) hanno portato a risultati negativi?”
– “Cosa posso fare di diverso la prossima volta in una situazione simile?”
– “Cosa posso imparare di utile da questa situazione?”
L’autoanalisi richiede onestà con se stessi. Non aver paura di ammettere i tuoi errori e di vedere le conseguenze indesiderate delle tue azioni. Ricorda che lo scopo dell’autoanalisi non è rimproverarti per il passato, ma trarne insegnamento per fare scelte più consapevoli in futuro.
Comprendere e applicare questa regola è la chiave per liberarsi dal ruolo di vittima. Ti offre uno strumento potente per governare la tua Vita. Capendo che ogni tua azione ha delle conseguenze, diventi più responsabile nelle tue decisioni e puoi creare intenzionalmente i risultati che desideri, plasmando il tuo futuro attraverso azioni consapevoli nel presente.
8
Beck, A. T., Rush, A. J., Shaw, B. F., & Emery, G. (1993). Terapia cognitiva della depressione (C. Ranchetti, Trad.). Bollati Boringhieri. (Opera originale pubblicata nel 1979)