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Capitolo 3. La Conoscenza di sé
Regola 18. Prendersi cura di sé = “non uccidersi” con le cattive abitudini

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“È più facile prevenire le cattive abitudini che liberarsene.”

– Benjamin Franklin

Questa regola sottolinea che la vera cura di sé inizia con la rinuncia a quelle abitudini che danneggiano la tua salute fisica e psicologica. Le cattive abitudini – il fumo, l’abuso di alcol, l’alimentazione malsana, la privazione cronica di sonno e la mancanza di attività fisica – portano a un peggioramento del benessere generale, a una riduzione dell’energia vitale e possono essere causa di gravi malattie.

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le cattive abitudini sono la causa principale delle malattie croniche e riducono l’aspettativa di vita. Un approccio consapevole alle proprie abitudini è il primo passo verso la trasformazione. Ricerche scientifiche hanno ripetutamente confermato che l’influenza negativa di tali abitudini non si ripercuote solo sulla salute, ma anche sulle funzioni cognitive e sullo stato emotivo.

Lo psicologo Charles Duhigg, nel libro “Il potere delle abitudini”, sottolinea che le abitudini formano dei percorsi neurali nel cervello; se queste sono distruttive, attivi costantemente processi che influenzano negativamente il tuo stato fisico e mentale. Le sue ricerche dimostrano che un approccio consapevole nell’identificare e modificare gli schemi comportamentali è il modo più sicuro per ridurre i rischi per la salute e riprendere il controllo sulla propria Vita.19 Pertanto, questa regola ci ricorda che ogni cattiva abitudine è un piccolo atto di tradimento verso se stessi, mentre rinunciarvi è il primo passo verso una vita piena e sana.

Questa regola si manifesta nelle scelte quotidiane che spesso compiamo con il “pilota automatico”. Funziona così: quando ti “uccidi” regolarmente con la mancanza di sonno, il fast food o la sedentarietà, il tuo corpo risponde con stanchezza cronica, malattie frequenti e spossatezza. Non puoi essere un efficace designer della vita se il tuo strumento principale – il corpo – è costantemente fuori uso.

Nella carriera, non puoi generare idee brillanti o lavorare in modo produttivo se il tuo cervello e il tuo corpo sono esausti. Cercare di raggiungere il successo ignorando i bisogni primari dell’organismo è come tentare di costruire un grattacielo sulla sabbia. Nelle relazioni, finisci per non avere più risorse per la pazienza e per una partecipazione sincera alla vita dei tuoi cari. Diventi irritabile, distaccato, incapace di dare sostegno. Non puoi condividere con gli altri ciò che tu stesso non possiedi. In definitiva, ogni cattiva abitudine è una scelta inconscia a favore di un sollievo immediato a scapito del benessere a lungo termine.

Esempio di vita. Sono stata fortunata: in tutta la mia Vita non ho mai fumato una sola sigaretta. Direi che è merito mio se non ho ceduto alle “tendenze di moda” della gioventù per sembrare più adulta con una sigaretta in mano. Una volta provai ad accenderne una, ma non mi piacque né il gusto né l’odore. Decisi che non faceva per me e non me ne sono mai pentita.

Con l’alcol la storia è diversa: in gioventù, alle feste, sotto il brindisi “Alla salute!”, solo chi era malato non beveva. Negli ultimi sette anni non ho più toccato alcol, non perché mi sia proibito, ma perché non ne sento più il bisogno. Ora non ho bisogno di stimoli artificiali per tirarmi su di morale o scaricare lo stress: so già come farlo senza. È importante capire a cosa ti serve l’alcol.

Dopo il mio ritorno dall’America nel 2013, pesavo 62 kg per 160 cm di altezza. Ora il mio peso è di 52 kg ed è stabile da circa sei anni. Sono 10 kg in meno senza diete né digiuni. La consapevolezza ha funzionato come un regolatore ideale: non appena ho iniziato ad ascoltare il mio corpo, ho smesso di mangiare troppo e di scegliere alimenti che mi toglievano energia. È stato proprio il passaggio da un comportamento automatico a una scelta consapevole a farmi capire che prendersi cura di sé è una condizione necessaria per una vita lunga e felice.

Per iniziare questo percorso nella pratica, ti propongo un semplice metodo di sostituzione consapevole: “Come riscrivere una vecchia abitudine”.

• Nota la vecchia abitudine e fai una pausa. Le cattive abitudini funzionano con il pilota automatico. Il tuo compito è inserire una pausa in questo meccanismo.

• Appena senti il desiderio di fumare o di mangiare un dolce per noia, fermati. Solo per un secondo. Nota questo impulso.

• Poniti queste domande:

– “Perché?”

– “Cosa voglio ottenere davvero in questo momento?”

Calma? Una pausa? Una sensazione piacevole? Cerca di vedere onestamente il bisogno che si nasconde dietro questa abitudine.

• Ora, conoscendo il tuo vero bisogno, trova un modo sano per soddisfarlo. Vuoi una pausa? Invece della sigaretta, fai 5 respiri profondi o esci all’aria aperta per 2 minuti. Ti va un dolce per lo stress? Invece di una fetta di torta, bevi una tazza di infuso profumato o mangia un frutto. L’importante è che la nuova abitudine sia semplice, accessibile e piacevole.

• Se cedi e torni alla vecchia abitudine, non rimproverarti. Fa parte del processo. Invece di punirti, cerca di essere il più consapevole possibile in quel momento.

• Senti cosa accade al tuo corpo e al tuo umore. Questo aiuterà il tuo cervello a capire più velocemente che il vecchio programma non funziona più.

Prendersi cura di sé non è egoismo, ma una necessità vitale. Rinunciando alle cattive abitudini, liberi energia per attività più importanti e creative. Ricorda che sei tu il Creatore della tua Vita, e solo tu puoi renderla piena e felice. Inizia sostituendo le vecchie abitudini e vedrai come la Vita cambierà in meglio.

19

Duhigg, C. (2012). The power of habit: Why we do what we do in life and business. Random House.

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