Читать книгу Life designer: 70 regole d’oro per una profonda trasformazione. Una guida pratica alla consapevolezza. Sostituisce anni di ricerca spirituale - Ар'лан ис'Дрекхэм - Страница 6
Capitolo 1. L’Universo
Regola 2. Mondo esterno = Mondo interiore
Оглавление“Quello che vedi negli altri, esiste in te stesso.”
– Carl Jung
Questa regola afferma che tutto ciò che vediamo e sperimentiamo nel mondo esterno è un riflesso dei nostri pensieri e delle nostre convinzioni interiori. I nostri filtri percettivi interni plasmano letteralmente la nostra realtà. Se proviamo molta negatività dentro di noi, tenderemo a vedere più negatività intorno a noi. Al contrario, se siamo pieni di amore e gratitudine, il mondo ci sembrerà più gentile e meraviglioso. Questo fenomeno è studiato nell’ambito della terapia cognitiva, che dimostra come i nostri pensieri ed emozioni influenzino il modo in cui interpretiamo gli eventi.
Le moderne ricerche nelle neuroscienze e il concetto di neuroplasticità confermano scientificamente come il nostro cervello formi questi “filtri” percettivi basandosi sulla nostra esperienza e sul nostro stato emotivo. Come descritto dal neuroscienziato Norman Doidge, il nostro cervello non è una struttura fissa; è capace di cambiare fisicamente e riorganizzarsi durante tutta la vita in risposta a nuove esperienze.2
Ciò significa che, quando ci concentriamo costantemente su determinati pensieri (ad esempio, la preoccupazione per il futuro), i corrispondenti percorsi neurali nel nostro cervello si rafforzano. Il cervello si “sintonizza” letteralmente su quei segnali. Questi collegamenti diventano “filtri” abituali attraverso i quali iniziamo a interpretare automaticamente le nuove informazioni. Se il nostro cervello è “settato” sull’ansia, sarà più propenso a scovare potenziali minacce nel mondo esterno, anche se insignificanti. In questo modo, il nostro stato interiore e il nostro vissuto ristrutturano letteralmente l’architettura del cervello, creando modalità di percezione che determinano come vediamo e viviamo il mondo esterno.
Esempio di vita. Sono arrivata a questa consapevolezza a 49 anni, quando nella mia vita hanno iniziato a ripetersi eventi terribili. Non erano passati nemmeno due anni da una ferita da taglio e da un’operazione, che già in un altro paese un altro uomo brandiva un grosso coltello davanti a me. In quel momento, certo, non pensavo che fosse un riflesso del mio stato interiore – in situazioni di tale stress è difficile valutare le cose lucidamente. La consapevolezza è arrivata dopo: se la situazione del coltello si ripete, significa che la causa è dentro di me.
Persino trasferendomi in un altro continente, in America, non sono riuscita a scappare da me stessa, perché ho portato con me il mio stato interiore. Quegli eventi mi stavano comunicando quanto fossi stressata e quanto avessi smesso di ascoltare il mio cuore. È stata la spinta verso la conoscenza di me stessa e lo studio dei miei stati emotivi. Ho iniziato analizzando quali notizie, programmi TV e film mi facessero stare bene e quali male. Risultato: ho smesso di guardare i telegiornali, di leggere notizie su internet e di guardare thriller. Non perché non mi importi nulla, ma perché non voglio vivere in una costante ansia. Ora cerco di scegliere informazioni che mi diano energia, anziché togliermela.
Queste misure drastiche mi hanno aiutata a non restare più “incastrata” in stati negativi. All’inizio rompere le vecchie abitudini non è stato facile. La mano cercava istintivamente il telecomando per accendere il telegiornale. Ed è proprio lì che devi dirti:
– Stop! Non voglio più vivere come prima!
Dopo queste parole, posavo con decisione il telecomando e andavo a fare altro: leggere un libro interessante o guardare un video formativo per imparare qualcosa di nuovo. Improvvisamente ho avuto molto tempo libero e, nel 2016, ho passato tutto l’autunno e l’inverno a guardare video su YouTube su come costruire una casa – dopotutto, un tempo era il mio sogno.
È arrivata la primavera e ho iniziato a costruire una casa su mio progetto (gli operai costruivano, io dirigevo i lavori), poiché la mia prima formazione è quella di ingegnere edile. Le mie nuove abitudini sono ancora con me, e mi sento bene e in pace. Nella mia nuova realtà non ci sono più minacce di coltelli né tensioni costanti. Ho trasformato il mio contenuto interiore e la Vita ha riflettuto questi cambiamenti nel mondo esterno. Anche tu puoi farcela, credo sinceramente in te.
Per applicare questa regola, inizia con la tecnica dell’“Analisi del Mondo Interiore”. Questa pratica ti aiuterà a capire meglio il legame tra il tuo stato interno e gli eventi esterni, a individuare schemi ricorrenti e a imparare a gestire la tua percezione.
• Definisci un periodo per l’analisi (ad esempio, un giorno o una settimana). È più utile farlo sotto forma di tabella a due colonne: nella prima colonna scrivi “Emozioni e stati”, nella seconda “Eventi e azioni”.
Esempio di compilazione:
• Passaggio 1: Durante il giorno – osserva le emozioni. Quando ne noti una, fai una pausa e poniti la domanda fondamentale: “Cosa sto provando in questo momento?”. Dai semplicemente un nome all’emozione, senza giudicarla. Questo allena il “muscolo” della consapevolezza.
• Passaggio 2: A fine giornata – analizza le cause. Rivedi i tuoi appunti e rispondi alla domanda: “Perché mi sono sentito così?”. Cerca di vedere il legame tra l’evento (colonna 2) e l’emozione che ne è scaturita (colonna 1).
• Passaggio 3: A fine settimana – tira le somme. Analizza tutti gli appunti e rispondi alle domande chiave:
– “Cosa mi dà gioia e cosa mi rattrista?”
– “Quali situazioni ricorrenti noto?”
• Analizza i collegamenti tra le colonne: quali azioni/eventi causano più spesso stati positivi e quali negativi? Quali abitudini (consumo di informazioni, frequentazioni) portano allo stato desiderato e quali te ne allontanano? Usa queste conclusioni per cambiare consapevolmente le tue abitudini in futuro.
Questo principio è la chiave per governare la tua realtà. Comprendendo che il mondo esterno è solo un riflesso del tuo stato interiore, smetti di essere una vittima delle circostanze e ne diventi il creatore. Lavorare sui propri pensieri ed emozioni rende il mondo circostante più armonioso. Inizia dal piccolo – cambia un solo pensiero abituale – e vedrai come il mondo inizierà a cambiare insieme a te.
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Doidge, N. (2007). Il cervello infinito: Alle frontiere della neuroscienza: storie di persone che hanno cambiato il proprio cervello (F. Zago, Trad.). Ponte alle Grazie. (Opera originale pubblicata nel 2007)